Dal mercato sotto casa alla domanda che mi ha trattenuto davanti ad Agorà
Lontani la Traversata – Blog Giornale · 6 novembre 2026

Al mercato sotto casa incontro il signor Tonino. Parliamo del prezzo della frutta, dei negozi tradizionali e di un cappello comprato tra i banchi. Si guarda, si chiede quanto costa e poi si decide se comprarlo. Anche per una cosa così semplice, il conto comincia da quanto hai in tasca.

Quella mattina, a Napoli, mi fermo a parlare con un uomo musulmano. Preferisce evitare la fotografia. Mi racconta l’Italia che ha trovato, quello che apprezza e quello che oggi lo delude. Gli dico che sono disponibile a raccontare la sua comunità, se vorrà farmela conoscere. Mentre lo ascolto mi torna in mente Torino, quando noi meridionali cercavamo casa e c’era chi ci chiamava «terroni». Oggi, quando a bussare è chi arriva dall’Africa, quanto ci ricordiamo di quelle porte?

Il pensiero viene da lontano. Ecco perché mi sono fatto prendere da Agorà Extra. Un giovane imprenditore raccontava del suo lavoro e delle altre attività. Un simpaticone, a sentirlo parlare di quello che sa fare. Se ho inteso bene, parlava di 70.000 euro di entrate al mese. Nello stesso servizio si parlava di un’insegnante che vive a Milano con 1.800 euro al mese. Da professore mi domando quanto le resta dopo l’affitto, le bollette e la spesa. E mi domando quanto del benessere che produciamo insieme arriva a chi lavora.

«Ma vai al bocciofilo, professore!» Ci vado pure. Ma prima facciamo i conti. In studio si discute della proposta del «Reddito 2.0» e salta fuori la parola occupabile. Un sostegno può dare respiro a chi deve pagare l’affitto o mettere un piatto a tavola. La Costituzione la porterei in classe insieme a una busta paga e a un contratto d’affitto. Poi chiederei ai ragazzi di fare i conti e di dirci che cosa vedono.

A chi governa e a chi vuole governare lascio la domanda della cartolina. Chi è considerato occupabile, quale lavoro trova davvero? Dove, con quale contratto e a quale paga?

P.S. del Monello. Se qualcuno pensava che mi fossi arreso, eccomi qua. Devo solo riguardarmi un po’. Con qualche acciacco mi faccio lo stesso il mio Santo Natale in casa Cupiello e Scognamiglio. Eduardo, perdonami l’aggiunta al cognome! Poi, nella mia fantasia, parto per un safari in Africa. Intervisto i mammiferi a quattro zampe e chiedo pure la malleva per pubblicare le loro foto in Italia.

«Professore, ma state bene?» Ho sentito una voce o è un acufene? Credo di stare bene. A parte quando scelgo la benzina al posto della nafta e mando in officina la Bambolina di Maria. Ma questa è un’altra storia. Hahaha!

Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista
Il Monello, oggi come ieri. Shalom.

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