Ciro…che cos’ è questo cortometraggio…mamma mia…

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SUFFICIENTE. MA SUFFICIENTE PER CHI?

Una riflessione sul cortometraggio «Sufficiente» (2019), di Maddalena Stornaiuolo e Antonio Ruocco.

Caro Salvatore, ci chiedi un commento e una riflessione sul valore della sufficienza. Ci hai consegnato una domanda che pesa molto più di un voto.

Un ragazzo di quindici anni entra davanti a una commissione d’esame. Porta con sé una storia che nessun registro scolastico può contenere. È stato bocciato più volte, ma la vita lo ha già interrogato su argomenti che non appartengono ai programmi ministeriali.

Comincia dalla propria storia, attraversa la biologia, arriva al Cristo Velato. E davanti a quella commissione accade qualcosa di straordinario: il ragazzo non chiede compassione. Chiede di essere ascoltato.

La sufficienza, per lui, non è il traguardo dei mediocri. È il diritto di continuare.

E qui il cortometraggio supera la finzione cinematografica e diventa una domanda rivolta alla scuola, alle istituzioni e alla società.

Quante volte abbiamo misurato un ragazzo senza conoscere il peso che portava sulle spalle? Quante volte abbiamo confuso una difficoltà scolastica con un’incapacità umana? Quante volte abbiamo classificato prima di ascoltare?

Attenzione, però. La scuola non deve regalare voti per compassione. Sarebbe un’altra forma di ingiustizia. Deve insegnare, valutare con serietà e soprattutto riconoscere ciò che un ragazzo ha realmente imparato, anche quando il suo linguaggio non somiglia a quello dei manuali.

Il Cristo Velato, richiamato nel racconto, diventa allora anche una potente metafora: quanto siamo capaci di vedere oltre il velo delle apparenze?

Ci sono esperienze che non consentono di guardare questo cortometraggio con il semplice distacco dello spettatore. Ci sono persone che quelle realtà le hanno attraversate, condividendo strade, silenzi e responsabilità. E sanno che dietro una storia raccontata in pochi minuti possono esserci anni di vita, atti e testimonianze.

Non è necessario esporli tutti in piazza. Ma neppure possiamo dimenticarli.

La sufficienza non è un favore concesso a chi è rimasto indietro. È il riconoscimento di un cammino realmente compiuto e la possibilità di percorrerne un altro.

E forse il voto più difficile da assegnare non riguarda quel quindicenne.

Riguarda noi adulti. La scuola. Le istituzioni. Una società che troppo spesso arriva prima con il giudizio e troppo tardi con l’ascolto.

Quel ragazzo chiede di andare avanti. Noi dobbiamo chiederci se siamo stati sufficienti ad accompagnarlo.

Grazie, Salvatore, per averci posto davanti a questo specchio.

Scognamiglio e Sacco

Due che hanno vissuto.

Vedi meno

Leonardo Gallo

2 giorni fa

Martedì 3 novembre 2026 alle ore 15:553͏ ͏n͏o͏v͏e͏m͏b͏r͏e͏ ͏a͏l͏l͏e͏ ͏o͏r͏e͏ ͏1͏5͏:͏5͏5͏ ·

Quando ‘sufficiente’ non è un voto ma un traguardo

Il cortometraggio Sufficiente (2019), di Maddalena Stornaiuolo e Antonio Ruocco è un corto di pochi minuti ambientato a Scampia (periferia nord di Napoli).

Racconta l’esame orale di terza media di un ragazzo di 15 anni, interpretato da Alessio Conte, pluribocciato, figlio di un uomo ucciso nella faida di camorra.

I professori lo accolgono con scetticismo, lui invece racconta la sua storia partendo dal padre morto, passando per la biologia e il Cristo Velato e alla fine chiede solo la sufficienza, perché «sufficiente è un bel voto, significa abbastanza, vuol dire che puoi andare avanti».

Il corto è tratto da un racconto di Rosario Esposito La Rossa (da Fiori d’agave), è nato come saggio finale di un laboratorio alla Scugnizzeria di Scampia ed è stato selezionato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia 2019. Nel 2020 ha vinto il Nastro d’Argento.

[Salvatore D’Agostino a Te un commento su questo corto ma ancor di più una Tua riflessione acuta – come sei aduso a pennellare – sul valore di una sufficienza.]

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