1° novembre 2026 — L’arena del Nord e i gladiatori del pallone

Oggi il Napoli affronta la Juventus, quello che la nostra satira chiama l’Impero del Nord. Entrano nell’arena ventidue gladiatori moderni. Qualcuno veste d’azzurro, altri indossano il bianconero. Ci sarà adrenalina, rivalità, passione. Ma mai odio!

Perché è soltanto una palla!

Forse la vera sofferenza del calcio non nasce dai piedi dei gladiatori, ma dalle tasche di chi ha costruito intorno a loro un immenso sistema economico, infrastrutture, contratti, interessi e spettacolo.

Il povero gladiatore, anche quando è ricco, rimane un essere umano. Non è lui, da solo, ad aver costruito l’arena.

E poi c’è Matteo Politano. Nato altrove, arrivato a Napoli per giocare a pallone. Ma un uomo non vive soltanto di pallone, di contratti e di applausi.

Matteo ha scelto Napoli, Posillipo, la famiglia, una casa affacciata su quell’infinito del mare che non conosce confini.

Tutto il rispetto per la nebbia degli alti colli, per la pioggia che scende sottile, per i paesaggi di chi nasce e vive altrove. Ma volete mettere il maestrale quando urla, il mare quando biancheggia, l’orizzonte che si apre davanti agli occhi di un padre che immagina il futuro dei propri figli?

Vi pare poco?

Forse la vera fortuna di un uomo non è soltanto aver guadagnato con i piedi, ma potersi fermare, guardare il mare e riconoscere finalmente la propria casa.

Loro, con una palla, ci regalano sogni. Noi, con l’educere, tentiamo di tracciare strade. E tutti, indistintamente, cerchiamo qualcuno che ci accolga e ci ami.

E allora, amici napoletani e juventini, gridate, tifate, abbracciatevi, arrabbiatevi pure per un rigore! Ma ricordate che, usciti dallo stadio, abbiamo tutti lo stesso bisogno: tornare a casa, ritrovare chi amiamo, crescere i figli e vivere in pace.

Non trasformiamo il pallone in una dichiarazione di guerra.

La domenica dei Santi ci ricordi che nessuna maglia rende un uomo superiore all’altro.

E se vince il Napoli, festeggeremo! Se vince la Juventus, il sole sorgerà anche domani sul Vesuvio. E il maestrale continuerà a soffiare, senza domandare a nessuno per quale squadra tifa!

Firmato: Il Professore, cugino di primo grado di Spartaco. Entrambi con il cognome che comincia per S!

Prof. Ciro Scognamiglio — Giornalista di strada, NESSUNO.

SHALOM — CHE VINCA LO SPORT, MA SOPRATTUTTO LA PACE!

COSTUMI — CALCIO, SEGNI DI VITA!

1° novembre 2026 — L’arena del Nord e i gladiatori del pallone

Oggi il Napoli affronta la Juventus, quello che la nostra satira chiama l’Impero del Nord. Entrano nell’arena ventidue gladiatori moderni. Qualcuno veste d’azzurro, altri indossano il bianconero. Ci sarà adrenalina, rivalità, passione. Ma mai odio!

Perché è soltanto una palla!

Forse la vera sofferenza del calcio non nasce dai piedi dei gladiatori, ma dalle tasche di chi ha costruito intorno a loro un immenso sistema economico, infrastrutture, contratti, interessi e spettacolo.

Il povero gladiatore, anche quando è ricco, rimane un essere umano. Non è lui, da solo, ad aver costruito l’arena.

E poi c’è Matteo Politano. Nato altrove, arrivato a Napoli per giocare a pallone. Ma un uomo non vive soltanto di pallone, di contratti e di applausi.

Matteo ha scelto Napoli, Posillipo, la famiglia, una casa affacciata su quell’infinito del mare che non conosce confini.

Tutto il rispetto per la nebbia degli alti colli, per la pioggia che scende sottile, per i paesaggi di chi nasce e vive altrove. Ma volete mettere il maestrale quando urla, il mare quando biancheggia, l’orizzonte che si apre davanti agli occhi di un padre che immagina il futuro dei propri figli?

Vi pare poco?

Forse la vera fortuna di un uomo non è soltanto aver guadagnato con i piedi, ma potersi fermare, guardare il mare e riconoscere finalmente la propria casa.

Loro, con una palla, ci regalano sogni. Noi, con l’educere, tentiamo di tracciare strade. E tutti, indistintamente, cerchiamo qualcuno che ci accolga e ci ami.

E allora, amici napoletani e juventini, gridate, tifate, abbracciatevi, arrabbiatevi pure per un rigore! Ma ricordate che, usciti dallo stadio, abbiamo tutti lo stesso bisogno: tornare a casa, ritrovare chi amiamo, crescere i figli e vivere in pace.

Non trasformiamo il pallone in una dichiarazione di guerra.

La domenica dei Santi ci ricordi che nessuna maglia rende un uomo superiore all’altro.

E se vince il Napoli, festeggeremo! Se vince la Juventus, il sole sorgerà anche domani sul Vesuvio. E il maestrale continuerà a soffiare, senza domandare a nessuno per quale squadra tifa!

Firmato: Il Professore, cugino di primo grado di Spartaco. Entrambi con il cognome che comincia per S!

Prof. Ciro Scognamiglio — Giornalista di strada, NESSUNO.

SHALOM — CHE VINCA LO SPORT, MA SOPRATTUTTO LA PACE!

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