PINACOTECA FOTOGRAFICA VAGABONDA

S C O G N A M I G L I O — 1900–2026

AI TERRESTRI DEL 3000
ANALISI CURATORIALE — ANTROPOLOGIA DELLO SCATTO

I. MARIO SCOGNAMIGLIO — LA MEMORIA. Lo sguardo diretto e meditativo, il fondo scuro e l’abbigliamento d’epoca richiamano la ritrattistica realista europea. I segni del tempo diventano testimonianza di una vita, non elementi da cancellare.

II. CIRO SCOGNAMIGLIO — LA TESTIMONIANZA. Gli occhiali, la barba bianca e l’espressione composta restituiscono una presenza individuale. Il ritratto interroga il rapporto fra identità e rappresentazione: chi siamo davanti all’obiettivo e che cosa conserveranno di noi le generazioni future?

III. MARIO MATTEO PLACIDO SCOGNAMIGLIO — LA CONTINUITÀ. Il volto giovane, il sorriso e la postura leggermente inclinata introducono un linguaggio luminoso. La vestizione storica stabilisce un dialogo fra generazioni. Nel suo percorso di vita, la formazione scientifica e ingegneristica incontra il servizio pubblico: un uomo che opera nel mondo dell’aviazione e del soccorso, dove la conoscenza tecnica si traduce in responsabilità verso gli altri. Il ritratto non rappresenta soltanto la continuità familiare, ma il passaggio dalla memoria all’azione.

IV. ELIA CIRO E FLAVIO MARIA SCOGNAMIGLIO — IL FUTURO. Due bambini avanzano tenendosi per mano lungo un sentiero illuminato. La composizione abbandona il ritratto statico e diventa narrazione. La luce e il movimento richiamano la sensibilità impressionista. Le mani unite diventano simbolo di solidarietà, fiducia e responsabilità fra generazioni.

IL LINGUAGGIO STORICO-ARTISTICO. Le quattro opere sono reinterpretazioni pittografiche digitali contemporanee, ispirate alla ritrattistica realista europea fra Ottocento e primo Novecento. Non sono dipinti storici né opere attribuibili ai maestri del passato. L’abbigliamento d’epoca e le cornici museali costruiscono un viaggio immaginario nella storia dell’arte.

L’ANTROPOLOGIA DELLO SCATTO. La fotografia registra una presenza; la memoria le attribuisce un significato; la pittografia la trasporta simbolicamente in un’altra epoca. Quattro opere, cinque esistenze e più generazioni si incontrano in un’unica domanda: quale testimonianza lasceremo all’umanità del futuro?

AI TERRESTRI DEL 3000. Questa esposizione non vuole celebrare una famiglia come modello universale. Gli Scognamiglio prestano i loro volti a un esperimento artistico e antropologico, invitando ogni visitatore a riconoscere nella propria storia una parte della memoria collettiva. Nel tempo delle guerre e delle distruzioni, conservare i volti significa opporre alla cancellazione una testimonianza di esistenza.

FUORITEMPO — NESSUNO
«Non chiediamo ai terrestri del 3000 di ricordare i nostri nomi. Chiediamo loro di interrogarsi sul mondo che abbiamo lasciato.»

COSTUMI — FOTOGRAFIA VAGABONDA
Prof. Ciro Scognamiglio — DPFCS99
Fotografie di riferimento e reinterpretazioni pittografiche digitali — 25 ottobre 2026.
1900–2026: arco storico evocativo, non datazione delle fotografie.

https://www.tiktok.com/@ciroscognamiglio1954/photo/7700604006367874337?is_from_webapp=1&sender_device=pc

Rispondi