FOTOGRAFIA VAGABONDA
COSTUMI — FOTOGRAFIA VAGABONDA
STORIA DELL’ARTE — LA MIA LUNGHEZZA FOCALE: VOLTI DEL MONDO
UN VECCHIO FOTOGRAFO DI OGGI CHE VIAGGIA NELLA MEMORIA. FORSE L’UNICO TEMPO CHE, AL CONFRONTO CON IL PRESENTE, GLI DÀ ANCORA S P E R A N Z A!
Dal Decumano Minore alla Parigi di Édouard Manet! E pensare che sono soltanto un vecchio monello di strada, con la macchina fotografica sempre pronta a fermare un istante della vita. I miei occhi, però, hanno un difetto: non rispettano la profondità di campo! Viaggiano oltre l’obiettivo, attraversano i secoli, incontrano volti e risvegliano memorie. Così, tra i Volti del Mondo, il ritratto della mia compagna di vita mi riporta alla Parigi di fine Ottocento. Avrei potuto fare il paparazzo di Édouard Manet! Mica sono tanto vecchio! Ahahah!
L’OPERA — QUANDO LA FOTOGRAFIA INCONTRA LA PITTURA. Il volto appartiene al presente, alla mia fotografia originale. La reinterpretazione pittografica lo trasferisce idealmente in un salotto parigino ottocentesco: abito nero, merletti, perle, fiori e una luce che accarezza il viso. Ma non è la vestizione a raccontare la donna. Sono gli occhi, le espressioni, le rughe della vita, la serenità di uno sguardo che custodisce una storia. La sua storia.
LA SCUOLA PITTORICA E STORIOGRAFICA. Édouard Manet (1832–1883), protagonista della pittura moderna francese, vicino al Realismo e precursore dell’Impressionismo, portò nella pittura la vita contemporanea, i caffè, la società e i suoi protagonisti. Non aderì formalmente al gruppo impressionista, ma contribuì profondamente al rinnovamento del linguaggio pittorico. La nostra elaborazione digitale è un omaggio ideale alla sua ritrattistica, non la riproduzione di un suo dipinto. È un incontro immaginario tra fotografia contemporanea, storia dell’arte e memoria personale.
FUORITEMPO — NESSUNO. La mia lunghezza focale misura una distanza, ma la memoria la supera. Fotografare non significa soltanto vedere ciò che abbiamo davanti: significa anche riconoscere ciò che abbiamo incontrato lungo il cammino. Oggi, guardando il presente, torno qualche volta al passato, non per fuggire dalla realtà né per dimenticarne le contraddizioni, ma per ritrovare quella bellezza umana che non vorrei vedere scomparire. La storia non è stata sempre migliore dell’oggi, eppure nella sua arte ritrovo qualcosa che ancora mi interroga, mi accompagna e mi invita a credere nel domani.
Forse è proprio questo il mio viaggio più lungo: un vecchio fotografo di strada che attraversa la memoria per cercare, nel presente, una ragione per avere ancora S P E R A N Z A!
Prof. Ciro Scognamiglio — Fotografia Vagabonda — COSTUMI
Fotografia originale dell’autore. Reinterpretazione pittografica digitale ispirata a Édouard Manet.
Napoli, 25 ottobre 2026

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