SANTITÀ, LEONE XIV, LA SUA GUARIGIONE SIA UNA SPERANZA PER TUTTI!
Una lettera di fede, rispetto e coscienza umana
Napoli, 22 ottobre 2026
Santità, carissimo Papa Leone XIV,
ho appreso con profonda gioia la notizia delle Sue condizioni di salute. Da uomo di fede non posso che ringraziare Dio, i medici e quanti hanno contribuito a curarLa.
Ma, Santità, mi permetta una riflessione. Sono un vecchio professore di 72 anni, un giornalista che continua a interrogare la vita e la propria coscienza.
Lei è il Papa, ed è uno. Ma l’umanità è fatta di miliardi di persone, ognuna delle quali possiede una dignità che nessuna malattia e nessuna povertà possono cancellare.
Penso a Tonino, il fruttivendolo che spinge il carretto per guadagnarsi il pane. Se domani si ammalasse gravemente, potrebbe accedere tempestivamente agli stessi strumenti diagnostici, alle stesse competenze e alle cure più appropriate?
Penso ai bambini africani che non hanno acqua potabile, cibo sufficiente, medicinali. Noi vediamo gli appelli dell’UNICEF, siamo invitati a contribuire, e dobbiamo farlo secondo le nostre possibilità. Ma non possiamo lasciare soltanto alla generosità dei singoli una responsabilità che appartiene anche ai governi e alla comunità internazionale.
Santità, mi permetta di chiamarLa affettuosamente PAPÀ.
Le rivolgo una preghiera: perché non prendere esempio proprio dalla Sua vicenda personale e dire al mondo, magari nell’omelia di domenica:
«Abbiamo il dovere di curare tutti. Il povero, il bambino senza pane, il lavoratore, il malato dimenticato. Perché la vita umana non cambia valore secondo il denaro, il potere o il luogo in cui si nasce».
Forse Lei queste parole le ha già pronunciate, o le custodisce nel cuore. Non pretendo certamente di suggerire al Papa come esercitare il proprio magistero.
Le chiedo soltanto di aggiungere la forza della Sua recente esperienza a una testimonianza che possa raggiungere anche chi governa, chi dispone delle ricchezze e chi decide come distribuirle.
Non chiediamo di togliere al Papa ciò che gli è stato giustamente assicurato. Chiediamo che ogni Tonino del mondo abbia diritto alla cura e alla speranza.
È questo il Vangelo che, da uomo imperfetto, continuo a cercare di comprendere.
Con filiale rispetto e con affetto, Le auguro salute e serenità.
Prof. Ciro Scognamiglio
Scrittore – Giornalista
COSTUMI — Lontani, La Traversata
«Vivere per servire e non servire per vivere».

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