Abbiamo ancora il tempo di rileggere l’umanità?

«Quando la Storia perde un bullone, non chiediamoci soltanto chi ha fatto deragliare il treno: domandiamoci chi ha dimenticato di controllare i binari sui quali viaggiano i nostri giovani.»

FUORITEMPO — NESSUNO!
ABSTRACT ANTROPOLOGICO | 20 OTTOBRE 2026

Abbiamo ancora il tempo di rileggere l’umanità? Quell’umanità che credevamo di aver incanalato lungo i binari della civiltà, della democrazia e della memoria. Forse una traversina ha ceduto, forse un bullone si è allentato e il treno della Storia rischia nuovamente di deragliare. Ma quando deraglia la Storia, i vecchi vagoni vengono accantonati nei depositi della memoria. E I GIOVANI? Quale sorte attende quei ragazzi che scendono in piazza, talvolta senza bandiere, senza riferimenti, e tra i quali alcuni trasformano la protesta in devastazione, saccheggiando negozi e aggredendo ciò che incontrano? Sarebbe un errore confonderli tutti con chi sceglie la violenza. Ma sarebbe altrettanto grave non interrogarsi sul disagio che attraversa una generazione. E noi, vecchi uomini che ancora pretendiamo di governare il pallino della Storia, continuiamo a contare le percentuali di adesione ai nostri pensieri, mentre non sappiamo più riconoscere il linguaggio dell’odio, talvolta persino gli incitamenti alla morte. CONTANO I CONSENSI, MA NON ASCOLTIAMO LE COSCIENZE! E allora non meravigliamoci se i giovani non ci ascoltano, non ci riconoscono e forse non ci considerano più interlocutori credibili. Abbiamo consegnato loro troppe parole e troppo pochi esempi. IL TRENO NON È ANCORA DERAGLIATO DEFINITIVAMENTE. Ma prima di accusare i giovani di aver perduto la strada, domandiamoci chi abbia smesso di custodire i binari. Perché il futuro non si salva contando quanti ci seguono, ma comprendendo perché tanti non credono più a chi dovrebbe guidarli.

FUORITEMPO, NESSUNO! — Ciro Scognamiglio, giornalista di strada.

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