COSTUMI — 15 OTTOBRE 2026
NOI CI PROVIAMO!
RAGAZZI NOSTRI E FIGLI DEL MONDO!
Sentite ripetere: la Festa dei Nonni! Ma non è certamente una delle 365 ricorrenze annuali del mondo e del nostro mondo Italia. Se dovessimo considerarla soltanto tale, perderemmo il suo autentico valore.
I legislatori possono istituire una festa, interpretando un desiderio popolare. Ma è il popolo che la contempla, la arricchisce e la riempie di contenuti.
E qui ritorno al filosofo Giambattista Vico, alla sua lezione sulla storia fatta dagli uomini, dalle loro istituzioni, dai loro costumi.
A noi uomini scegliere come governarci. Ma la scuola non vive soltanto di leggi: vive di persone, di educatori, di donne e uomini che ogni giorno esercitano una missione fondamentale, affiancando la famiglia.
La famiglia! La serenità dei bambini comincia da lì. Ma la famiglia vive dentro cerchi concentrici di relazioni, opportunità e benessere. Dal cuore della città fino alle periferie, dove troppo spesso quei cerchi si restringono e la famiglia rischia di rimanere sola.
E allora la scuola compie una missione straordinaria. ASCOLTATA? POCO! Eppure continua a esserci.
Poi arriva il nonno. E arriva la nonna! Con la loro spallata affettuosa alla tribù, entrano in gioco figure antiche quanto l’umanità.
Il vecchio, femmina o maschio che sia, diventa nella mia lettura antropologica lo sciamano della tribù, il custode della memoria, il mentore delle nuove generazioni.
Non un soprammobile della famiglia. Non una figura da celebrare un giorno e dimenticare negli altri 364. Una presenza viva!
Il 9 ottobre scorso Fratello Sole era stato oscurato da Sorella Acqua. Oggi, 15 ottobre 2026, il sole è tornato a illuminarci e la festa si è finalmente compiuta.
La scuola ci ha donato un piccolo vasetto della calma, un gesto semplice per affrontare lo stress della vita. Ma dentro quel vasetto io ho visto molto di più: le mani dei bambini, il lavoro degli educatori, la memoria dei nonni e la possibilità di costruire insieme qualcosa di buono.
I NONNI DEVONO AVERE UN RUOLO EVIDENTE NELLA SOCIETÀ!
Speriamo di riuscirci. Perché la speranza non è una debolezza: è una delle forze che ci rendono umani.
E adesso mi rivolgo a voi, ragazzi che arriverete fra 974 anni. VOI DEL 3000!
Sappiate che noi, uomini e donne di questo lontano 2026, abbiamo cercato di dare un senso alla vita. Prima di voi, prima dei vostri mondi ancora sconosciuti, abbiamo tentato di seminare umanità.
E VOI, COME VE LA PASSATE?
E a voi, miei piccoli Flavio Maria ed Elia Ciro, figli del DNA Scognamiglio–Loffredo, dico: volate sui passi dei vostri sogni!
Il possibile non è soltanto qualcosa da attendere. È qualcosa che possiamo costruire, anche noi, insieme a voi e ai vostri eccelsi genitori.
Noi nonni, dalla valle e dal cielo, continueremo a desiderare luce per il vostro cammino, finché il nostro Dio Unico ci concederà di esservi vicini.
Non pretendiamo di consegnarvi un mondo perfetto. Ma almeno una testimonianza sì: quella di uomini e donne che non hanno rinunciato a sperare.
NOI CI PROVIAMO!
Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista
Il Professore del Decumano Minore
SHALOM!

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