COSTUMI | LA FAMIGLIA DEL TEATRO
La penna BIC, i lupacchiotti del palcoscenico e il pubblico che torna a vivere
Napoli, domenica 11 ottobre 2026 — Primo battage teatrale
LA MIA FAMIGLIA DEL TEATRO È GIÀ IN CARTELLONE!
La mia famiglia del Teatro è già in cartellone per la stagione 2026/2027. Ed eccoci di nuovo noi, quelli della penna BIC, mangiata in testa e senza tappo, a scegliere gli spettacoli di chi seguiamo dagli esordi. Fra i lavori di Rino Grillo, autore e regista, ritroviamo la Compagnia Teatromania di G. Tricarico. Dico “ragazze e ragazzi”, ma rischio che mi menino: sono ormai volpi delle tavole, e stanno crescendo anche i lupacchiotti!
La scuola è anche questa. Non soltanto i banchi, ma il mestiere di osservare l’uomo, riconoscerne il volto, capirne il silenzio. Il teatro è la loro fisiognomica: parlano con gli occhi prima ancora di pronunciare una battuta. Altro che maschera! Il copione, al loro Grillo Parlante di casa, non è ancora arrivato; ma conosco la strada che questi artisti percorrono quando comincia una prova: portano la vita sul palco, senza dimenticare il marciapiede esistenziale dal quale provengono le storie.
E Nunzia Di Mare? Raccontarla richiederebbe un cortometraggio. Diciamo corto, almeno sei ore! È una di quelle presenze per le quali vorrei fermare lo sguardo sul gesto, sull’espressione, sulla capacità di far parlare un volto. Qui non scrivo una scheda biografica né anticipo una parte che non ho ancora visto: scrivo dell’incontro, della memoria teatrale e dell’affetto di un vecchio Professore che continua a prendere appunti.
Il cartellone annuncia “Pozione a catena!”, commedia in due atti di Rino Grillo, che ne cura anche la regia, con Teatromania di G. Tricarico: 14, 15, 21, 22, 28 e 29 novembre 2026 nella XIX stagione teatrale comica. Un altro cartellone presenta lo spettacolo dal 3 dicembre 2026. E a Quarto, al Teatro Gesù Divino Maestro, la compagnia è annunciata il 23 ottobre 2026 con “No pe’ sorde, ma pe’ denare”. Sono appuntamenti distinti, che meritano ciascuno il proprio pubblico.
Guardiamo anche chi il palco lo rende possibile. Dietro una tenda c’è un impresario, un organizzatore, qualcuno che apre le porte, accende le luci, prepara una sala e custodisce i posti del pubblico. Il teatro esiste perché qualcuno non ha costruito una finestra per guardare da lontano, ma ha tenuto aperto un locale basso, fatto strada: uno spazio dove la recita della vita passa nelle nostre mani. Agli impresari e ai custodi delle case teatro va il mio grazie. Senza di loro il sipario resterebbe chiuso.
E io? Prenoto idealmente i posti in prima fila, quelli dove per scherzo il sistema sembra già aver scritto: «Nun v’assettate, ca ce stanno ’o Professore e ’a Santa!». Il teatro non si fa al chiuso: al chiuso si apre soltanto il sipario. Poi entrano la strada, gli uomini, i sorrisi e le fatiche. CORRIAMO A TEATRO!
FUORITEMPO — AUGURI FANCIULLE E FANCIULLINI!
Il vecchio, diversamente in tutto, folle-lucido NESSUNO: ’o Professore di strada Ciro Scognamiglio, giornalista del vicolo.
Ciro Scognamiglio — CIROSCO99 | COSTUMI — Lontani La Traversata — ViAnSa99Noi! | SHALOM

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