FONDO · NAPOLI · 27 SETTEMBRE 2026
MOSTRUOSO
Quando la fila davanti a una pompa di benzina diventa una fotografia sociale
Domani, lunedì 28 settembre 2026, entra in vigore il tetto ai prezzi di benzina e diesel deciso da Eni: per trenta giorni, nei punti Enilive, il limite massimo sarà di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio.
La notizia si è già diffusa tra i napoletani e, prima ancora dell’avvio della misura, davanti ad alcuni distributori si sono create file di automobilisti. A Gianturco molti sono arrivati convinti di poter già fare rifornimento ai nuovi prezzi e hanno scoperto che bisognava attendere il 28 settembre.
Io però non riesco a fermarmi al fatterello.
Guardo la fila.
Perché quella fila racconta molto più di un listino. Racconta uomini e donne che usano l’auto non per lusso, ma per andare a lavorare, accompagnare un figlio, assistere un genitore, consegnare una merce, vivere una giornata normale.
E allora mi domando: CONTIAMO ancora come cittadini oppure siamo diventati soltanto numeri dentro un’economia che ci misura alla pompa, alla cassa del supermercato, sulla bolletta, alla fine del mese?
Non scrivo contro Eni. Se una società decide di contenere un prezzo, il fatto va raccontato per quello che è. Il punto è un altro: se pochi centesimi al litro bastano a creare attesa, corsa e fila, allora la notizia non è soltanto il carburante.
La notizia è quanto costa vivere.
È il potere d’acquisto. È il lavoro. È la dignità. È la paura di non arrivare alla fine del mese.
Non sono un provocatore. Non mi schiero per appartenenza. Guardo le cose da una vita e provo a raccontarle.
Ho cominciato a scrivere sul giornale della parrocchia. Poi vennero i tazebao della protesta giovanile, con i metodi e gli strumenti di allora. Fogli, colla, ciclostili, muri e parole. Oggi abbiamo telefoni, social network, informazione continua e perfino l’intelligenza artificiale.
Ma ciò che ho fatto io non deve interessare.
La cosa che mi scuote è un’altra: vivere a settantatré anni e ritrovarmi a fare alcune delle domande che facevo a quindici.
Questo, per me, è MOSTRUOSO.
Mostruoso non è l’automobilista che cerca il distributore meno caro. Non è chi aspetta per risparmiare sul pieno. Mostruoso sarebbe abituarci a vedere quelle file e considerarle normali.
Fare la fotografia. Scrivere tre righe. Registrare il prezzo. E passare alla notizia successiva.
Io non ci riesco.
Vedo una fila e voglio sapere perché quella fila esiste. Vedo un prezzo e voglio sapere quanto pesa sulla vita reale. Vedo persone che aspettano e voglio sapere se l’economia che abbiamo costruito considera ancora il cittadino una persona oppure soltanto un consumatore.
Non ho una risposta confezionata. E diffido di chi ce l’ha.
Ma ho ancora il diritto di fare domande. E, da giornalista, considero questo un dovere.
Perché il giornalismo non deve soltanto descrivere una fila. Deve domandarsi perché quella fila esiste.
Domani il prezzo sarà calmierato. Bene. Ma dopodomani resterà una domanda: perché siamo arrivati al punto di considerare una notizia il fatto di poter comprare benzina a 1,99 euro? E soprattutto: che cosa racconta di noi una società nella quale una riduzione di pochi centesimi può creare una fila?
Non datemi subito una risposta politica. Datemi numeri.
Salari. Pensioni. Accise. Costo della vita. Trasporti. Distanze casa-lavoro. Bilanci familiari.
E poi guardiamoci negli occhi.
Perché io non voglio essere considerato un numero. E non voglio considerare numeri nemmeno quelli che domani saranno davanti a una pompa di benzina.
Sono persone.
E finché vedrò persone, continuerò a fare domande.
Prof. Ciro Scognamiglio
Scrittore · Giornalista
“Vivere per servire e non servire per vivere.”
NOTA DI RISCONTRO — Eni, comunicato del 25 settembre 2026: dal 28 settembre price cap Enilive di €1,99/l per la benzina e €2,19/l per il gasolio, per 30 giorni, con possibile estensione fino a fine anno.
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