COSTUMI — SATIRA POLITICA

SONO CONTRO!

Va bene. Ma contro che cosa?

La politica contemporanea sembra avere scoperto una parola meravigliosamente comoda:

CONTRO.

Sono contro quello.
Sono contro quell’altro.
Sono contro chi governa.
Sono contro chi protesta.
Sono contro chi era contro prima di me.

Poi arriva un vecchio professore rompiscatole e domanda:

«Scusate… dopo il CONTRO, c’è anche una proposta?»

Perché le parole vanno studiate.

CONTRO è una preposizione.
Da sola non governa un Paese, non costruisce una scuola, non apre un ospedale, non ripara una strada e non risolve una contraddizione.

Essere contro può essere necessario.
È persino un diritto.

Ma la politica comincia davvero quando, dopo aver detto NO, qualcuno possiede il coraggio di spiegare:

CHE COSA PROPONE.
COME INTENDE FARLO.
CON QUALI MEZZI.
E CHI SE NE ASSUME LA RESPONSABILITÀ.

Altrimenti il CONTRO diventa una poltrona comodissima.

E quella, almeno linguisticamente, si chiama:

OPPOSIZIONE SENZA PREPOSIZIONE.

Studiate le parole.
A volte raccontano la politica meglio dei comizi.
Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista

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