COSTUMI

SPORT DEL GIOVEDÌ — FUORITEMPO

20 settembre 2026

IL CAMMELLO, IL VAR E LE FOLLE

Napoli: polemiche, polemiche, polemiche. Ma il calcio dov’è?

di Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista

«Quando abbiamo finito di discutere dell’arbitro, troviamo ancora il tempo di discutere del calcio giocato?»

Il Napoli può chiedere chiarezza su un episodio contestato. Ma una squadra deve anche interrogarsi sulle occasioni non trasformate in gol.

Perché il VAR può correggere un errore arbitrale. Non può correggere un tiro sbagliato.

E da qui comincerei.

Ancora una domenica di calcio. Ancora una domenica di parole, moviole, proteste, indignazioni, processi e assoluzioni.

Un arbitro che non vede. Un VAR che non interviene. Un giocatore trattenuto. Un rigore che poteva esserci.

Va bene. Discutiamone.

Ma che gioco abbiamo visto?

Questa è la domanda che sembra diventata proibita.

La partita di Firenze termina 1-1. Il Napoli passa in vantaggio con Gilmour, subisce il pareggio di Jiménez e non riesce a conquistare la vittoria. Lo stesso Allegri, nell’analisi pubblicata dalla società, richiama la mancanza di lucidità nelle scelte offensive e nella finalizzazione.

Eppure il dibattito si sposta altrove.

Perché è sempre più comodo cercare un responsabile fuori dal campo che riconoscere quello che accade dentro.

Non sostengo che gli errori arbitrali debbano essere accettati in silenzio. Sostengo che non possono diventare la spiegazione universale di ogni insufficienza.

Se si vince, siamo fenomeni.

Se si pareggia, qualcuno ci ha danneggiati.

Se si perde, qualcuno ci perseguita.

E il calcio?

Il calcio resta seduto in panchina, mentre il pubblico discute di tutto, tranne che del pallone.

IL CAMMELLO E LA CRUNA DELL’AGO

Ricordo un’immagine evangelica, quella del cammello e della cruna dell’ago.

Un’immagine paradossale, usata nel Vangelo di Matteo per raccontare quanto sia difficile, per chi resta prigioniero delle proprie ricchezze, entrare nel Regno di Dio.

La prendo in prestito, senza pretendere di trasformare una partita di calcio in una questione teologica.

Qui, però, accade qualcosa di curioso.

La folla osserva attentamente la cruna dell’ago, mentre il cammello le passa davanti e nessuno sembra accorgersene.

La cruna è il singolo episodio arbitrale.

Il cammello è tutto quello che non vogliamo vedere.

Il gioco che non convince. La costruzione che si interrompe. Le occasioni sprecate. La responsabilità tecnica. La difficoltà di trasformare il possesso del pallone in una proposta riconoscibile.

E soprattutto quella nostra antica abitudine di cercare sempre negli altri la causa delle cose che non riusciamo a fare.

Non è soltanto calcio.

È costume.

È antropologia delle folle.

Quando una comunità si abitua a considerarsi continuamente perseguitata, rischia di smettere di interrogarsi sulle proprie responsabilità.

E quando smette di interrogarsi, smette anche di crescere.

UNA DOMANDA AI TIFOSI

Sono napoletano.

Non ho bisogno di dimostrarlo attraverso l’indignazione domenicale.

Posso amare Napoli senza applaudire ogni partita. Posso desiderare che vinca senza attribuire ogni risultato sfavorevole a un complotto. Posso riconoscere un possibile errore arbitrale senza trasformarlo nell’unico argomento della settimana.

E posso chiedere a chi osserva, racconta e commenta il calcio di tornare a parlare anche del gioco.

Perché le folle meritano qualcosa di più della polemica confezionata per farle applaudire.

Meritano analisi, conoscenza e rispetto.

Il tifo è una passione. Non dovrebbe diventare una rinuncia al giudizio.

E quest’è.

Prof. Ciro Scognamiglio
Scrittore · Giornalista
COSTUMI — Napoli, 20 settembre 2026

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