COSTUMI

18 settembre 2026

UNA SETTIMANA CON LE GAMBE A DEPOSITO

Cronaca di strada: si torna tra la gente, si ascolta, si osserva. E da un incontro nasce una riflessione su lavoro, dignità e rispetto.

Oggi sono uscito.

Dopo una settimana con le gambe praticamente a deposito, mi sono fatto accompagnare da un amico-fratello che, per l’occasione, è diventato insieme Cicerone e autista.

Sono pazzo a uscire?

Oppure, nonostante tutto, continuo semplicemente a credere negli uomini?

Per strada mi hanno salutato tutti.

Castiglione e Signora. Turillo e i ragazzi. La merciaia.

E poi la battuta che vale una giornata:

«Professore, mandiamo i saluti a Santa Maria che vi sopporta… e vi supporta!»

Hanno ragione.

Mi guardano, mi vedono ancora in giro e mi dicono: «Professore, vi vediamo bene!»

Io ci credo. O almeno faccio finta molto bene.

Poi arrivo da Mario, Pasticceria del Corso.

PATATRAC.

Ed ecco che il vecchio giornalista di strada ricomincia a guardare, ascoltare e fare domande.

BUONGIORNO, FRATELLI LAVORATORI.

Codice della giornata:

L1 — L COME LAVORO

Lupin almeno aveva stile.

Robin Hood — che un’altra volta vi racconterò meglio — rubava ai ricchi per dare ai poveri. Santo certamente non era, ma almeno la leggenda aveva scelto una direzione.

Qui invece il principio è molto più semplice.

Quando a pagare sono quelli che lavorano, quelli che aprono la serranda, quelli che impastano, servono, puliscono, consegnano e arrivano a sera con la fatica addosso, non c’è romanticismo da ladri gentiluomini.

Se quanto denunciato sarà accertato nei fatti, resta una considerazione elementare:

toccare il frutto del lavoro di chi suda per vivere è una vergogna.

Rubare ai poveri per restare poveri non è lotta di classe.

È soltanto miseria aggiunta alla miseria.

Io continuo a parlare di MESTIERI E PROFESSIONI perché il lavoro non è soltanto stipendio.

È competenza. È responsabilità. È rispetto. È dignità.

E allora, ragazzi miei, anche se intorno vedete brutti esempi, non diventate ciechi quando conviene e sordi quando qualcuno chiede giustizia.

I cattivi maestri esistono. Proprio per questo bisogna studiare di più.

E ricordarsi una cosa antica, forse perfino banale:

LAVORO È DIGNITÀ.

E il sudore degli altri non si ruba.

Nessuno — il vecchio zoppo tornato in strada.

Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista

COSTUMI — Lontani · La Traversata

https://www.tiktok.com/@ciroscognamiglio1954/photo/7686797805255413024?is_from_webapp=1&sender_device=pc

Lascia un commento