COSTUMI / FONDO • NAPOLI, MARE, BAGNOLI

FONDO | 18 SETTEMBRE 2026

LA REGATA PASSA. BAGNOLI RESTA.

America’s Cup, bonifica e città: al Sindaco non chiedo uno slogan. Chiedo atti leggibili, numeri verificabili e il mare restituito ai cittadini.

di Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista

«Sono uomo di mare. La vela la difendo. Proprio per questo non confondo una grande regata con la bonifica di Bagnoli.»

«Professore, voi non dite?». Me lo stanno chiedendo i lettori. E allora dico. Ma dico come ho deciso di lavorare: separando la vela dalla propaganda, la bonifica dalla scenografia, le promesse dagli atti. Il mare lo conosco e lo amo. Non possiedo una barca: quando c’è posto salgo, lavoro, ascolto il vento e, qualche volta, mi affidano perfino il timone. Perciò non ho alcun fastidio verso l’America’s Cup. Una grande regata a Napoli può essere festa, sport, lavoro, conoscenza, apertura internazionale. Il punto è un altro: non trasformiamola nel certificato automatico che Bagnoli sia già guarita.

Sindaco Manfredi, le parlo con rispetto e con la libertà di chi non deve chiedere nulla. Il 15 settembre lei ha detto che la più grande eredità della Coppa non saranno soltanto Bagnoli e i lavori accelerati, ma il fatto che «la vera Napoli sarà davvero conosciuta». È una frase importante. Ma proprio perché importante obbliga a una domanda più scomoda: quale Napoli mostriamo e quale Napoli lasciamo quando le vele saranno ripartite?

La pre-regata è Napoli. Bagnoli, per ora, è ancora un cantiere

La seconda regata preliminare è prevista nel Golfo dal 24 al 27 settembre 2026. I team saranno ospitati a Nisida, in attesa del completamento delle aree di Bagnoli. Questo è un fatto ufficiale, non una polemica. Ed è anche il punto da cui partire: la città può celebrare la vela, ma non deve confondere la celebrazione con il completamento del risanamento ambientale e urbano.

La struttura commissariale presenta l’America’s Cup come una leva di accelerazione. E i numeri sono rilevanti: il protocollo per Bagnoli comprende otto interventi per circa 1,249 miliardi di euro, di cui 1,218 miliardi finanziati con risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027. Al 30 giugno 2026 risultavano circa 339,8 milioni di impegni e 173,4 milioni di costo realizzato. La stessa comunicazione istituzionale sostiene che le opere della manifestazione non sostituiscono la rigenerazione, ma ne anticipano alcune componenti. Bene. È esattamente questa affermazione che, da giornalista e cittadino, voglio poter verificare nel tempo.

I soldi: non basta dire che “restano alla città”

Già nel Consiglio comunale del 24 settembre 2025, il Sindaco precisò che circa 160 milioni corrispondevano all’anticipazione della bonifica e che le spese per il villaggio dell’America’s Cup sarebbero state sostenute dai singoli team per opere poi da smontare. Nello stesso dibattito furono poste domande molto concrete: spiaggia libera, balneabilità, volumetrie, opere temporanee, partecipazione dei residenti, uso futuro degli spazi. Quelle domande sono ancora il metro giusto.

Perché “i soldi servono alla città” è una frase che, da sola, non basta. Quale città? Quella delle fotografie mondiali o quella che, il giorno dopo, deve poter entrare gratuitamente al mare? Quella degli alberghi pieni o quella di Bagnoli che aspetta da decenni una restituzione ambientale? Quella dei grandi eventi o anche quella di chi abita, lavora, studia e invecchia nei quartieri occidentali? La risposta non può essere ideologica. Deve essere fisica: metri quadrati restituiti, acqua balneabile, accessi pubblici, verde, tempi, controlli, costi finali e destinazioni d’uso.

Le chiazze oleose: qui servono dati, non tifoserie

Il 17 settembre, durante i dragaggi davanti alla colmata, la presenza di chiazze oleose è stata riconosciuta dal subcommissario Filippo De Rossi. La spiegazione fornita è che si tratta di idrocarburi presenti nei sedimenti storicamente contaminati, emersi durante le lavorazioni in quantità considerate ridotte; la posizione istituzionale è che il fenomeno sia confinato nell’area di cantiere e sotto monitoraggio. ARPAC dichiara inoltre di svolgere controlli integrativi su acqua, sedimenti e aria.

Questo non autorizza né l’allarmismo automatico né l’assoluzione preventiva. Autorizza una sola cosa: chiedere pubblicazione tempestiva e comprensibile dei dati. Non fotografie contro comunicati, non post contro conferenze stampa. Analisi, date, punti di campionamento, sostanze ricercate, concentrazioni, eventuali superamenti, misure adottate, destinazione dei materiali dragati. È così che una bonifica diventa credibile anche per chi non deve fidarsi sulla parola.

La parola “truffa” ha un peso. Io non la uso come sentenza

A Bagnoli la parola “truffa” non nasce oggi. La storia della bonifica ha conosciuto indagini, sequestri e procedimenti giudiziari; nel gennaio 2026 alcuni comitati hanno nuovamente definito una “truffa alla città” l’impostazione attuale, contestando soprattutto la permanenza della colmata e le garanzie ambientali. È una posizione politica e civica documentabile. Ma io non la trasformo in un fatto accertato sul cantiere di oggi. Se vogliamo essere seri, dobbiamo distinguere: una denuncia è una denuncia, un esposto è un esposto, un dato analitico è un dato, una sentenza è una sentenza.

Proprio la storia tormentata di Bagnoli impone più trasparenza, non meno. Chi governa dovrebbe considerare il dubbio documentato non un fastidio, ma un servizio pubblico. E chi critica dovrebbe avere la stessa disciplina: non inventare ciò che non sa, non anticipare conclusioni che devono venire dalle analisi e dagli atti.

Sindaco, sette domande semplici

Qual è, oggi, il quadro aggiornato e pubblico delle analisi sui sedimenti e sulle acque durante i dragaggi, comprese le sostanze oleose emerse?

Quali opere realizzate o accelerate per l’America’s Cup resteranno stabilmente a servizio dei cittadini e quali saranno rimosse?

Qual è il costo pubblico aggiornato, distinto con chiarezza tra bonifica, infrastrutture permanenti, opere temporanee e organizzazione dell’evento?

Quali tratti di costa saranno effettivamente balneabili, accessibili e gratuiti, e con quale cronoprogramma?

Come viene garantita, nella pratica, la separazione tra urgenza dell’evento sportivo e standard ambientali della bonifica?

Quale organismo o spazio pubblico consente oggi a cittadini, associazioni e tecnici indipendenti di leggere dati e avanzamento senza dover inseguire documenti dispersi?

Quando l’ultima barca della Coppa avrà lasciato Napoli, quale Bagnoli concreta troveranno i residenti il giorno dopo?

La vela sì. La scenografia no.

Io sarò felice di vedere le vele nel Golfo. Da uomo di mare, non potrei dire il contrario. E magari, se qualcuno mi farà spazio a bordo, ci salirò ancora: ricco non di barche, ma di idee. Ma proprio chi ama il mare non può accettare che il mare diventi soltanto fondale per la fotografia del grande evento.

La regata dura pochi giorni. Bagnoli resta. Il successo non si misura soltanto con le immagini televisive, con le presenze o con le stime di indotto economico — che il Sindaco ha indicato tra un miliardo e un miliardo e mezzo considerando ricadute dirette e ritorno d’immagine. Si misurerà soprattutto dopo: quando potremo verificare quanto di quella accelerazione sarà diventato ambiente risanato, spazio pubblico, accessibilità e qualità urbana.

Per questo non sono contro il Sindaco e non sono contro la Coppa. Sono dalla parte di una domanda molto più antica della politica: cosa resta ai cittadini? Se la risposta sarà documentata, sarò il primo a riconoscerlo. Se resteranno soltanto parole, continuerò a fare quello che i miei lettori mi chiedono: dire. Ma dire con gli atti sul tavolo.

«La regata passa. Bagnoli resta. E il mare non appartiene a una fotografia: appartiene alla città.»

Prof. Ciro Scognamiglio
Scrittore · Giornalista

FONTI E ATTI CONSULTATI — aggiornamento 18 settembre 2026

ANSA, 15/09/2026 — dichiarazioni Manfredi su eredità della Coppa — linkCommissario Bagnoli — regata preliminare 24–27/09 e basi a Nisida — link
Comune di Napoli — verbale Consiglio comunale 24/09/2025 — linkCommissario Bagnoli, 29/07/2026 — avanzamento PRARU e quadro finanziario — link
la Repubblica Napoli, 17/09/2026 — dragaggi e chiazze oleose — linkARPAC — monitoraggio ambientale 38ª America’s Cup — link
Corriere del Mezzogiorno, 21/01/2026 — protesta e formula “truffa alla città” — linkANSA, 20/05/2026 — stima ricadute economiche 1–1,5 miliardi — link

Nota di metodo: il testo distingue dichiarazioni politiche, dati istituzionali, contestazioni dei comitati e fatti accertati. L’espressione “truffa alla città” è riportata esclusivamente come posizione attribuita ai manifestanti, non come qualificazione del cantiere attuale.

Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista | 18 settembre 2026

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