I PAZZI SENZA LORO DNA | DOSSIER DI VERIFICA
I PAZZI SENZA LORO DNA
RIGORE — ANALISI DOCUMENTALE DI UN TESTO POLITICO
Testo pubblicato da Ferdinando Piezzi dopo la morte di Emma Bonino
Verifica frase per frase, senza santini e senza contro-santini
| ATTO · FATTO DOCUMENTATO · DICHIARAZIONE ORIGINALE · CONTESTO · OPINIONE / FORZATURA |
17 settembre 2026
Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista
Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista |
I PAZZI SENZA LORO DNA | DOSSIER DI VERIFICA
INCIPIT — CARO FERDINANDO
Caro Ferdinando, questa risposta non nasce per metterti alla berlina e non nasce perché io debba difendere un santino. Nasce perché, quando una provocazione politica contiene fatti, giudizi, memoria e accuse, io sento il dovere di separare le cose e di andare agli atti.
Sono cresciuto con la fisica e con il valore politico-analitico che mi insegnò Gustavo Hermann. Sono passato anche attraverso l’analisi della fede: dissi no al monachesimo e, nella mia memoria personale, Carlo Carretto sostenne le mie scelte. Dal 1973, dopo la prima linea della mia formazione scientifica e dopo una stagione in cui la piazza poteva significare anche morire, ho imparato una regola che ho poi provato a trasmettere ai miei studenti delle superiori e dell’università: non uscire più senza sapere dove stai andando e perché.
Questo non fa di me un erudito e non mi rende infallibile. Mi ha reso, però, più libero. Mio padre, socialista e sopravvissuto ai campi di sterminio, mi lasciò una lezione che considero ancora essenziale: essere libero prima di appartenere. La mia storia familiare e le sue complessità le racconto nei miei libri; qui non sono una prova e non le uso come argomento contro nessuno.
Nel febbraio 1973, nella mia memoria personale, vissi a Napoli una giornata di violenza politica e di polizia che avrebbe potuto costarmi molto. Da allora studio prima di consegnare la mia testa a una bandiera, a un gruppo o a un demiurgo. Non ho bandiere nel DNA. Non perché io non abbia idee, ma perché non voglio che un’idea mi tolga il dovere di verificarne i fatti.
Per questo la tua analisi va prima di tutto a me, ai miei discenti e ai collaboratori con cui lavoro. Poi, con il rispetto dovuto, la passo a te. Non ti considero un nemico. Il dissenso tra uomini liberi ha valore soltanto se può essere riportato ai documenti.
La mia fede, inoltre, mi ha insegnato una cosa più difficile del perdono agli altri: imparare a perdonare me stesso, e solo dopo provare a far comprendere il perdono. Anche questo mi rende diffidente verso le sentenze definitive sugli uomini. Le azioni e le idee, invece, si possono giudicare e verificare.
Perciò qui non c’è un’assoluzione di Emma Bonino e non c’è una condanna di chi l’ha criticata. C’è un metodo. La mia analisi può avere valore oppure no; la storia e gli atti, invece, restano memoria. Il resto lo discuteremo con i fatti tra le mani.
Ai posteri l’ardua sentenza. A noi, oggi, il dovere degli atti.
IL METODO — NESSUNO SCONTO, NESSUNA BANDIERA
Questa non è un’analisi dell’anima di Emma Bonino e non è un processo a Ferdinando Piezzi. È un controllo documentale del testo pubblicato: frase per frase, senza saltare nulla.
Per ogni passaggio si distingue: (1) ciò che il testo afferma; (2) il fatto verificabile; (3) la fonte primaria o più vicina possibile all’evento; (4) il contesto storico; (5) il risultato della verifica; (6) ciò che resta opinione, inferenza o linguaggio polemico.
Le etichette politiche — “canaglieschi”, “serva”, “fanatismo”, “macelleria sociale”, “neonazismo gialloblù” — non sono trattate come fatti. Quando però dentro l’etichetta compare un voto, una nomina, una dichiarazione o una scelta politica, quel nucleo viene verificato.
Le categorie di riscontro usate sono: DOCUMENTATO; PARZIALMENTE DOCUMENTATO; INTERPRETAZIONE; NON DIMOSTRATO; IMPRECISO/ERRATO. Non sono voti alla persona: descrivono soltanto la tenuta della singola affermazione rispetto alle fonti consultate.
Verifica aggiornata al 17 settembre 2026.
NOTA SULL’ORIGINE DEL TESTO
Il commento pubblicato da Ferdinando Piezzi riprende in larga parte l’articolo “No cara Emma. non ci mancherai…”, firmato da Vincenzo Morvillo e pubblicato da Contropiano il 12 settembre 2026 [1]. Il confronto mostra tuttavia anche differenze: Piezzi aggiunge il blocco iniziale su Trieste–Osimo e modifica o attenua varie espressioni dell’articolo. Nel dossier, quindi, si analizza il testo effettivamente pubblicato da Piezzi, distinguendolo dall’origine di una parte consistente della sua struttura e formulazione.
IL TESTO RICEVUTO — RIPRODOTTO INTEGRALMENTE
Consigliera comunale a Trieste dopo Osimo, alleata dei fascisti e dei nazionalisti. Razzista contro i lavoratori jugoslavi della progettata zona industriale sul Carso. Leader di uno dei partiti più canaglieschi della storia repubbicana. I radicali: doppiogiochisti, subdoli, giani bifronte della politica, asserviti al grande capitale.
Guerrafondaia, grande amica di Israele e sionista convinta, affermava che Netanyahu stesse cadendo nella trappola dei terroristi di Hamas. Israele, per questa signora, stava dunque sbagliando nel metodo non certo nel merito. In altre parole, i Gazawi bisognava trucidarli in silenzio.
Linguaggio colonialista, bianco e suprematista non ha mai guardato la situazione Mediorientale dalla parte degli arabi, sempre dalla parte degli interessi delle democrazie-liberali euro-atlantiche: gli stessi che le davano da mangiare.
L’utilizzo strumentale dei diritti umani -a partire da quelli legati ad un femminismo liberale ancorato ai privilegi di classe, in Italia o all’estero- ha rappresentato costantemente la leva per attaccare il mondo arabo e le cosiddette autocrazie orientali.
Ovvero quei paesi che non si allineavano ai diktat statunitensi ed europei. Una vera orientalista l’avrebbe definita Edward Said. La doppiezza in lei era dunque una direzione di senso politico. Anti razzista ma decisamente islamofoba.
Pasionaria dei diritti civili e icona del popolo arcobaleno, ad esempio, faceva tuttavia prevalere l’opportunismo di bottega quando si trattava di dover incassare risultati elettorali. Ed allora sì alle unioni civili no ai matrimoni per gli omosessuali nel 2007. Per poi dichiararsi favorevole anni dopo, durante uno scontro con la sindacalista fascia Renata Polverini.
Si definiva non violenta ma non pacifista. E in coerenza con questa sua ambiguità sostenne con ferma convinzione il bombardamento criminale della Nato sulla ex Jugoslavia. Fedele serva dell’ Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico, ha sempre criticato, facendo ricorso a cavilli linguistici e a macchinosi distinguo, le guerre da questa condotte, finendo per giustificarne le cause e le ragioni imperialistiche.
Riguardo alla Siria e all’ Iraq affermava che piuttosto che bombardare sarebbe stato meglio isolare Saddam e Assad. Ma poi certo, considerato che questi “dittatori” non si toglievano dalle palle, le bombe erano inevitabili.
In Afghanistan invece arrivò addirittura a sostenere che la guerra fosse stata utile. Ammazzare migliaia di persone per la signora aveva quindi a che fare con l’utilità. Era questa la sua mentalità.
Neanche a dirlo oggi, la mai eletta Presidente della Repubblica, era decisamente a favore dell’Ucraina, del suo “eroico” presidente cocalero e dei cessi regalati ai vertici militari e politici del neonazismo gialloblù.
Sosteneva la “valorosa” resistenza ucraina, il riarmo e la “gloriosa” guerra contro la Russia. Fottendosene allegramente dei morti che quel conflitto continua a mietere in nome della presunta superiorità imperiale europea. I cui popoli però, nel frattempo, possono anche patire la fame e morire, in ragione della sicura e totale vittoria sulla Russia.
D’altronde ella era un’europeista convinta, ai limiti del fanatismo. Oltre che feroce anticomunista come tutti i Radicali. Agevolò persino l’ascesa di di Zio Silvio, che la candidò a Presidente della Repubblica nel 1999. E sempre al nostro miliardario preferito deve la sua nomina (nel 1994) a Commissario Europeo. Pattuito guiderdone per il suo appoggio alla disastrosa ascesa del caimano di Arcore.
Favorevole alla Tav -con buona pace, anche in quel caso, degli sbandierati diritti, ma con micidiale coerenza doppiogiochista- nel 2010 fece anche da sponda all’editto di Berlusconi contro Annozero e Santoro. Il voto radicale in Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l’informazione tv prima delle elezioni.
Quest’ idea che i Radicali fossero una forza ascrivibile alla sinistra è stato uno dei più madornali errori di strabismo commesso durante gli anni settanta. Proprio in virtù di quel sostegno ipocrita ai diritti civili e liberal-liberisti che hanno caratterizzato l’infido percorso di quel partito. Diritti civili, neanche a dirlo, rigorosamente distinti da quelli sociali.
E di fatti la senatrice in parola era una paladina entusiasta del Capitalismo e del liberismo turbo finanziario. Fondamentalista dell’austerità, delle politiche di macelleria sociale (da ricordare la sua battaglia per l’abolizione dell’articolo 18) dell’aziendalismo, dei vantaggi da elargire alle imprese e del profitto purché sia. Tutto ciò sulla pelle dei lavoratori, delle classi popolari e dei popoli europei.
E allora no. Emma Bonino, non ci mancherà.
1. TRIESTE–OSIMO: «consigliera comunale… alleata dei fascisti e dei nazionalisti»
TESI / FATTO: La frase comprime fatti diversi. Il Trattato di Osimo fu firmato nel 1975, ratificato nel 1977; le comunali triestine furono nel 1978: il riferimento cronologico “dopo Osimo” è dunque corretto. La documentazione coeva mostra Bonino tra le candidate radicali a Trieste nel 1978; ricostruzioni di protagonisti radicali la indicano tra gli eletti che non esercitarono poi stabilmente il mandato. Il dato più solido è politico: nel consiglio comunale triestino vi furono convergenze di voto tra radicali, Lista per Trieste e MSI sull’elezione di Manlio Cecovini; nel 1979 il Partito Radicale discusse esplicitamente anche un accordo con la Lista per Trieste [2][3].
RISCONTRO: Il nucleo storico — presenza radicale a Trieste, battaglia contro Osimo, convergenze con Lista per Trieste e MSI — è DOCUMENTATO. L’attribuzione personale a Bonino di un voto consiliare richiede cautela: le fonti esaminate non mostrano che fosse lei a esprimere quel voto. “Alleata dei fascisti e dei nazionalisti” è quindi una semplificazione che trasferisce sulla persona una convergenza politico-consiliare più ampia.
2. CARSO E LAVORATORI JUGOSLAVI: l’accusa di razzismo
TESI / FATTO: La zona industriale italo-jugoslava prevista dagli accordi di Osimo era un progetto reale e controverso. Nell’opposizione radicale confluirono argomenti ambientali, economici, sociali e demografici; le ricostruzioni radicali ricordano anche il previsto afflusso di un numero molto elevato di lavoratori dalla Jugoslavia. Questo elemento non va rimosso.
RISCONTRO: Non è stata però individuata, nelle fonti consultate, una dichiarazione di Bonino che mostri ostilità verso i lavoratori jugoslavi in quanto jugoslavi o slavi. La definizione “razzista” è quindi NON DIMOSTRATA come fatto personale. L’opposizione al progetto e la preoccupazione per i suoi effetti demografici sono fatti; il passaggio automatico a “razzismo” richiede un testo o un atto che provi la motivazione etnica.
3. PARTITO RADICALE: «canaglieschi… asserviti al grande capitale»
TESI / FATTO: Emma Bonino fu una dirigente centrale del mondo radicale: parlamentare, presidente del gruppo radicale alla Camera e poi segretaria del Partito Radicale. “Leader” è dunque DOCUMENTATO. Le parole “canaglieschi”, “doppiogiochisti”, “subdoli” e “giani bifronte” sono giudizi politici.
RISCONTRO: “Asserviti al grande capitale” è invece una tesi che richiederebbe un nesso documentabile tra finanziatori, benefici e decisioni politiche. Le posizioni liberali e liberiste dei Radicali sono reali, ma non equivalgono da sole ad asservimento. Il dossier verifica più avanti le scelte economiche concrete — articolo 18, liberalizzazioni, impresa, austerità — senza trasformare l’orientamento economico in prova di dipendenza.
4. ISRAELE, HAMAS, NETANYAHU E GAZA
TESI / FATTO: Il 13 ottobre 2023 Bonino si definì pubblicamente una “vera, sincera, amica d’Israele” e invitò Netanyahu a non cadere nella trappola di Hamas, cioè in una guerra terrestre casa per casa a Gaza [4]. Questi due nuclei del testo sono DOCUMENTATI.
RISCONTRO: Nella stessa intervista Bonino definì l’assedio totale di Gaza — niente acqua, cibo ed elettricità ai civili — un “crimine di guerra” e richiamò il diritto internazionale [4]. Perciò la frase “i Gazawi bisognava trucidarli in silenzio” non è una parafrasi fedele: è un’INTERPRETAZIONE polemica che contrasta con le parole effettivamente pronunciate. Anche “sionista convinta” resta una qualificazione politica: nelle fonti qui consultate non è stata trovata un’autodefinizione equivalente.
5. «COLONIALISTA, BIANCA E SUPREMATISTA»; «MAI DALLA PARTE DEGLI ARABI»
TESI / FATTO: Le categorie “colonialista”, “bianca” e “suprematista” richiederebbero testi che mostrino una gerarchia razziale o civilizzatrice. Nel commento non vengono citate frasi specifiche di Bonino che provino questo. Da ministra degli Esteri, Bonino criticò anche letture occidentali semplificatrici delle rivolte arabe e, durante la crisi egiziana del 2013, condannò l’uso brutale della forza contro la popolazione, pur criticando anche i Fratelli Musulmani.
RISCONTRO: La parola “mai”, presa letteralmente, NON REGGE: esistono posizioni documentate in cui Bonino riconosce autonomia politica alle società arabe e condanna violenze commesse contro di esse. Resta documentata la sua collocazione europeista e liberal-democratica occidentale; trasformarla in prova automatica di subordinazione a interessi euro-atlantici è un’INTERPRETAZIONE.
6. DIRITTI UMANI, FEMMINISMO, “ORIENTALISMO”, ISLAMOFOBIA
TESI / FATTO: Bonino fece dei diritti umani, dei diritti delle donne, della lotta alle mutilazioni genitali femminili, della pena di morte e della giustizia penale internazionale una parte centrale della propria attività. Le campagne non furono rivolte esclusivamente a paesi avversari dell’Occidente: nel 1992 partecipò, per esempio, a una manifestazione davanti all’ambasciata statunitense contro la pena di morte negli USA [5]. La campagna contro le MGF fu costruita anche con organizzazioni e istituzioni africane e arabe, compresa la conferenza del Cairo del 2003 [6].
RISCONTRO: “Utilizzo strumentale”, “femminismo dei privilegi di classe”, “orientalista” e “islamofoba” sono interpretazioni che richiedono prove ulteriori. Non è stato trovato un giudizio di Edward Said su Bonino: l’autore sta applicando a lei una categoria teorica di Said, non citando Said. Criticare governi islamisti o pratiche religiose non equivale automaticamente a ostilità verso i musulmani in quanto tali.
7. DIRITTI LGBT: «nel 2007 coppie sì, matrimonio no»
TESI / FATTO: Qui il testo coglie un cambiamento reale. Nel 2007 una ricostruzione interna radicale cita un’intervista di Bonino al Messaggero in cui affermava, personalmente, di essere favorevole alle coppie ma non al matrimonio omosessuale [7]. Nello stesso periodo, però, esistevano nel movimento radicale posizioni più avanzate e iniziative esplicite per il matrimonio egualitario.
RISCONTRO: Il cambiamento successivo di Bonino è reale; attribuirlo però a “opportunismo di bottega” significa affermare una motivazione che necessita di prova. Il fatto documentabile è l’evoluzione della posizione, non il movente. Anche il confronto del 2010 con Renata Polverini va letto con cautela: non costituisce, nelle fonti esaminate, il momento di una dichiarazione inequivoca pro-matrimonio.
8. «NONVIOLENTA MA NON PACIFISTA» E KOSOVO/JUGOSLAVIA
TESI / FATTO: Bonino rivendicò realmente una distinzione tra nonviolenza e pacifismo e sostenne che, in determinate circostanze, l’uso della forza potesse essere necessario per fermare crimini internazionali. Il sostegno all’intervento NATO in Kosovo nel 1999 è storicamente documentato; lo motivò con la necessità di fermare la repressione e la pulizia etnica.
RISCONTRO: Il giudizio “bombardamento criminale” non è una qualificazione giudiziaria acquisita. L’intervento NATO del 1999 avvenne senza una preventiva autorizzazione esplicita del Consiglio di Sicurezza ONU, e la sua legalità fu ed è oggetto di una seria controversia giuridica. Il sostegno di Bonino all’uso della forza in Kosovo è DOCUMENTATO; “fedele serva della NATO” e “ragioni imperialistiche” sono giudizi dell’autore.
9. IRAQ E SIRIA: «alla fine le bombe erano inevitabili»
TESI / FATTO: Sull’Iraq del 2003, Bonino partecipò alla campagna “Iraq Libero”: esilio di Saddam Hussein e amministrazione transitoria sotto egida ONU come alternativa alla guerra [8][9]. Il 19 marzo 2003, Bonino e Pannella chiesero a Bush e Blair di sospendere l’ultimatum per evitare cadaveri e massacro [10].
RISCONTRO: Sulla Siria, da ministra degli Esteri nel 2013, Bonino dichiarò che un intervento militare senza mandato del Consiglio di Sicurezza ONU era “impraticabile” e che l’Italia non vi avrebbe partecipato fuori da quel quadro; indicò alternative non militari come Corte penale internazionale ed esilio di Assad [11][12]. Dunque “poi le bombe erano inevitabili”, riferito indistintamente a Iraq e Siria, è IMPRECISO rispetto alle posizioni documentate.
10. AFGHANISTAN: «LA GUERRA È STATA UTILE»
TESI / FATTO: Questo è uno dei punti più scomodi e va mantenuto tale. Bonino sostenne l’intervento contro il regime talebano e, ancora nel 2021, non rinnegò la scelta originaria. Interviste successive le ricordarono l’espressione “guerra utile”, e Bonino difese l’idea che la caduta dei Talebani avesse aperto uno spazio politico che l’Occidente non seppe poi consolidare.
RISCONTRO: È quindi DOCUMENTATO che Bonino non fosse pacifista e considerasse l’uso della forza, in Afghanistan, politicamente giustificabile. È invece un’INTERPRETAZIONE morale dell’autore trasformare questo nella frase “ammazzare migliaia di persone per lei aveva a che fare con l’utilità”. Bonino riconobbe esplicitamente costi umani e fallimento finale della transizione occidentale; il dato non cancella la sua scelta iniziale, ma impedisce di attribuirle indifferenza alle vittime.
11. UCRAINA, ARMI, RIARMO, ZELENSKY, “NEONAZISMO”
TESI / FATTO: Dopo l’invasione russa del 24 febbraio 2022 Bonino sostenne apertamente l’Ucraina, le sanzioni e l’invio di armi. Il 16 marzo 2022 definì “doveroso” aiutare gli ucraini fornendo armi, compresi missili antiaerei, mentre respinse l’ipotesi di no-fly zone per evitare un coinvolgimento diretto della NATO [13]. Sostenne inoltre la necessità di una politica estera e di difesa comune europea [14].
RISCONTRO: Sono dunque DOCUMENTATI il sostegno a Kiev, agli armamenti difensivi e a una difesa europea più integrata. “Gloriosa guerra”, “fottendosene dei morti”, “cocalero” e la qualificazione complessiva dei vertici ucraini come “neonazisti” sono invece linguaggio polemico o generalizzazioni. La presenza di gruppi di estrema destra in Ucraina è un fatto distinto dalla qualificazione dell’intero Stato ucraino. Bonino, nelle stesse interviste in cui sosteneva le armi, richiamava i morti, i costi e la necessità di non spezzare il filo negoziale [13].
12. EUROPEISMO, ANTICOMUNISMO, BERLUSCONI, QUIRINALE E COMMISSIONE UE
TESI / FATTO: L’europeismo di Bonino è DOCUMENTATO. Il rapporto con il primo governo Berlusconi contiene fatti precisi: il 20 maggio 1994 Bonino dichiarò alla Camera “la voteremo” annunciando la fiducia al governo [15]. Il 28 ottobre 1994 il governo Berlusconi indicò Mario Monti ed Emma Bonino come commissari italiani alla Commissione europea [16]. Nella stessa conferenza Berlusconi ricordò interlocuzioni con Pannella e la volontà di dare visibilità istituzionale ai Riformatori.
RISCONTRO: La formula “pattuito guiderdone” resta però un’INTERPRETAZIONE: gli atti mostrano rapporto politico, sostegno parlamentare, trattative e successiva nomina, non un accordo illecito di scambio provato. È invece IMPRECISA la frase secondo cui Berlusconi “candidò” Bonino al Quirinale nel 1999: la candidatura Bonino fu una campagna radicale e trasversale; al primo scrutinio del 13 maggio 1999 Carlo Azeglio Ciampi fu eletto con 707 voti, Bonino ne ebbe 15 [17].
13. TAV, ANNOZERO, SANTORO E VIGILANZA RAI
TESI / FATTO: Bonino fu favorevole alla Torino-Lione: nel 2019 fu prima firmataria di una mozione al Senato che chiedeva di proseguire le attività finalizzate alla realizzazione dell’opera; la mozione fu approvata [18]. Questo è DOCUMENTATO.
RISCONTRO: Nel 2010, invece, il voto in Commissione di Vigilanza RAI fu del deputato radicale Marco Beltrandi, non di Bonino. Beltrandi ebbe un ruolo determinante nel regolamento sulla par condicio; dopo quel regolamento la RAI sospese temporaneamente diversi talk politici. Beltrandi sostenne però pubblicamente che la sospensione fosse una scelta aziendale non obbligata dal regolamento [19]. Pertanto “il voto radicale fu decisivo” ha un nucleo fattuale; attribuire l’atto personalmente a Bonino o presentare la chiusura dei talk come automatica conseguenza necessaria del suo voto è IMPRECISO.
14. I RADICALI E LA SINISTRA; DIRITTI CIVILI E DIRITTI SOCIALI
TESI / FATTO: Dire che considerare i Radicali parte della sinistra negli anni Settanta fosse semplicemente un “errore di strabismo” è storicamente troppo assoluto. Treccani definisce il Partito Radicale repubblicano espressione della “sinistra liberale”; il partito del 1955 nacque dall’ala sinistra del PLI e si riorganizzò attorno alla propria corrente di sinistra [20]. Nello stesso tempo il radicalismo pannelliano fu liberale, libertario, fortemente anticomunista su molti temi e spesso in conflitto con il PCI.
RISCONTRO: La formula più precisa è dunque: sinistra liberale/libertaria distinta dalla sinistra comunista e socialista tradizionale. Anche “diritti civili rigorosamente distinti da quelli sociali” è un assoluto: i Radicali intervennero anche su lavoro, pensioni, welfare e fame nel mondo, ma con una concezione spesso molto diversa da quella della sinistra sindacale. La contrapposizione esiste; l’estraneità totale ai diritti sociali no.
15. CAPITALISMO, LIBERISMO, AUSTERITÀ, IMPRESA E ARTICOLO 18
TESI / FATTO: Qui il testo contiene un nucleo robusto. Bonino e i Radicali sostennero mercato, liberalizzazioni, concorrenza e maggiore flessibilità del lavoro. Nel 2000 i Radicali promossero un referendum per abrogare il reintegro previsto dall’articolo 18; la campagna radicale su quel terreno è documentata [21]. Nel 2003 Bonino dichiarò che avrebbe votato NO al referendum che proponeva, al contrario, di estendere l’articolo 18 alle imprese più piccole [22].
RISCONTRO: È quindi corretto dire che Bonino combatté il modello di tutela dell’articolo 18. “Turbo-finanziario”, “macelleria sociale”, “profitto purché sia” e “sulla pelle dei lavoratori” sono invece valutazioni politiche sugli effetti e sulle intenzioni. Anche “fondamentalista dell’austerità” non regge come assoluto: Bonino sostenne rigore di bilancio e riforme, ma nel 2013 dichiarò che il rigore non poteva essere un obiettivo assoluto e criticò un’Europa percepita soltanto come austerità e vincoli [23].
CONCLUSIONE — NON UN SANTINO, NON UN ROGO
Il testo pubblicato da Ferdinando Piezzi non è privo di fatti. Al contrario: contiene numerosi nuclei storici reali — il sostegno radicale iniziale al governo Berlusconi, la nomina di Bonino alla Commissione europea da parte del governo Berlusconi, il sostegno al Kosovo e all’Afghanistan, la posizione favorevole all’invio di armi all’Ucraina, la TAV, la battaglia sull’articolo 18, il liberalismo economico.
Il problema documentale nasce quando questi fatti vengono saldati a inferenze sulle intenzioni o trasformati in assoluti: “mai”, “sempre”, “serva”, “islamofoba”, “suprematista”, “fottendosene dei morti”. In diversi casi la documentazione disponibile mostra elementi contrari alla generalizzazione; in altri casi il nucleo critico resta forte, ma va espresso senza attribuire alla persona frasi che non ha pronunciato.
La storia di Emma Bonino non ha bisogno di essere santificata per essere studiata, e le sue scelte politiche non hanno bisogno di essere assolte per essere raccontate correttamente. Allo stesso modo, una critica severa non ha bisogno di diventare caricatura per conservare la sua forza.
Il risultato di questo lavoro non è: “Bonino aveva ragione” o “Piezzi ha torto”. È più semplice e più esigente: su ogni punto, stabilire che cosa regge agli atti e che cosa resta giudizio.
Caro Ferdinando, il resto lo discuteremo con i documenti tra le mani. Io non sono nemico di nessuno. Sono amico della mia libertà. E proprio per questo non concedo sconti né a te, né a Emma Bonino, né a me stesso.
AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA. A NOI GLI ATTI.
FONTI ESSENZIALI CONSULTATE
Le fonti qui elencate sono quelle principali usate per consolidare il dossier. Quando possibile sono stati privilegiati atti istituzionali, archivi parlamentari, Farnesina, Quirinale, Senato e registrazioni di Radio Radicale.
[1] Vincenzo Morvillo, “No cara Emma. non ci mancherai…”, Contropiano, 12 settembre 2026. https://contropiano.org/news/politica-news/2026/09/12/no-cara-emma-non-ci-mancherai-0198539
[2] Radio Radicale, Consiglio federativo nazionale del Partito Radicale, 20 marzo 1979. https://www.radioradicale.it/scheda/675/consiglio-federativo-nazionale-del-partito-radicale
[3] Radio Radicale, XXI congresso straordinario del Partito Radicale, 31 marzo 1979. https://www.radioradicale.it/scheda/1547/xxi-congresso-straordinario-del-partito-radicale
[4] L’Unità, intervista a Emma Bonino su Israele e Gaza, 13 ottobre 2023. https://www.unita.it/2023/10/13/intervista-a-emma-bonino-da-amica-di-israele-dico-che-lasciare-gaza-senza-acqua-e-luce-e-un-crimine-di-guerra/
[5] Radio Radicale, manifestazione davanti all’Ambasciata USA contro la pena di morte, 20 maggio 1992. https://www.radioradicale.it/scheda/46605/la-manifestazione-organizzata-dal-pr-davanti-lambasciata-americana-contro-la-pena-di
[6] No Peace Without Justice, cronologia campagna contro le mutilazioni genitali femminili, Conferenza del Cairo 2003. https://www.npwj.org/wp-content/uploads/2023/04/Brochure_FRAENGITA.pdf
[7] Radio Radicale, incontro Radicali Italiani, 1 settembre 2007: richiamo all’intervista Bonino “coppie sì, matrimonio no”. https://www.radioradicale.it/scheda/233993/2deg-incontro-di-radicali-italiani-con-i-segretari-e-i-tesorieri-delle-associazioni
[8] Radio Radicale, “Iraq libero”, 10 febbraio 2003. https://www.radioradicale.it/scheda/144535/iraq-libero-lappello-di-marco-pannella-per-limmediato-esilio-di-saddam-hussein-e
[9] Radio Radicale, campagna “Iraq libero”, 30 gennaio 2003. https://www.radioradicale.it/scheda/144314/iraq-libero-campagna-di-marco-pannella-e-del-partito-radicale-per-lesilio-di-saddam
[10] Radio Radicale, appello Bonino-Pannella a Bush e Blair, 19 marzo 2003. https://www.radioradicale.it/scheda/190584/iraq-libero-intervento-di-marco-pannella-a-rr
[11] MAECI, “Siria: Bonino, intervento impraticabile senza mandato Onu”, 26 agosto 2013. https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2013/08/20130826_bonino_siria/
[12] MAECI, “Siria: Bonino, Italia non parteciperà al di fuori Onu”, 27 agosto 2013. https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/approfondimenti/2013/08/20130827_siriaitnonsenzaonu/
[13] Corriere della Sera, Emma Bonino su armi e no-fly zone in Ucraina, 16 marzo 2022. https://www.corriere.it/politica/22_marzo_16/boninono-fly-zone-sull-ucraina-difficile-ma-giusto-dare-missili-antiaerei-d3e85a26-a557-11ec-8f73-d81a6d7583fb.shtml
[14] +Europa, intervista Bonino sulla guerra in Ucraina e difesa europea, 15 marzo 2022. https://www.piueuropa.eu/intervista_di_emma_bonino_a_qn_la_nato_non_era_una_minaccia_per_la_russia
[15] Camera dei deputati, seduta del 20 maggio 1994, dichiarazione di Bonino sulla fiducia a Berlusconi. https://documenti.camera.it/_dati/leg12/lavori/stenografici/stenografico/32387.pdf
[16] Radio Radicale / Presidenza del Consiglio, nomina di Monti e Bonino alla Commissione UE, 28 ottobre 1994. https://www.radioradicale.it/scheda/70435/il-governo-nomina-i-rappresentanti-italiani-alla-commissione-dellunione-europea-il
[17] Presidenza della Repubblica, elezione di Carlo Azeglio Ciampi, 13 maggio 1999. https://presidenti.quirinale.it/page/10/cia-elezione.htm
[18] Senato della Repubblica, seduta 7 agosto 2019: mozioni sulla TAV Torino-Lione. https://www.senato.it/legislature/18/lavori/assemblea/comunicato-di-seduta?num=144
[19] Radio Radicale, Marco Beltrandi sullo stop RAI ai talk show, 2 marzo 2010. https://www.radioradicale.it/scheda/298554/collegamento-con-marco-beltrandi-sullo-stop-della-rai-ai-talk-show-fino-al-voto-delle
[20] Treccani, “Partito radicale”, Dizionario di Storia. https://www.treccani.it/enciclopedia/partito-radicale_%28Dizionario-di-Storia%29/
[21] Radio Radicale, referendum radicale sull’articolo 18, 22 marzo 2000. https://www.radioradicale.it/scheda/118298/il-referendum-radicale-in-materia-di-statuto-dei-lavori-articolo-18
[22] FILCAMS-CGIL, intervista a Emma Bonino sul referendum di estensione dell’articolo 18, 2003. https://www.filcams.cgil.it/article/42da26f4-7839-486b-ac28-3cc3b6917f84/referendum_sull_articolo_18_le_posizioni_in_campo
[23] MAECI, intervista a Emma Bonino su rigore, crescita e austerità, 23 settembre 2013. https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/interviste/2013/09/20130923_bonino_milanofinanza/
[24] ANSA, morte di Emma Bonino, 11 settembre 2026. https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/11/e-morta-emma-bonino_492d0306-58c7-443b-b0d3-4e62fa5739a1.html
[25] Senato della Repubblica, scheda attività Emma Bonino XVIII legislatura. https://www.senato.it/leg/18/BGT/Schede/Attsen/00000321_doc.htm
[26] MAECI, Egitto: uso della forza brutale, sproporzionato e non giustificabile, 15 agosto 2013. https://www.esteri.it/it/sala_stampa/archivionotizie/comunicati/2013/08/20130815_bonconvocambeg/
[27] Corriere della Sera, intervista a Emma Bonino con richiamo alla scelta sul Kosovo, 12 luglio 2020. https://www.corriere.it/cronache/20_luglio_12/emma-bonino-fiera-quelle-scuse-giovanni-leone-aborto-divorzio-cambiammo-l-italia-75c15d26-c39f-11ea-bb88-8e386c514e2d_amp.html
[28] Il Foglio, intervista a Emma Bonino sull’Afghanistan, 18 agosto 2021. https://www.ilfoglio.it/politica/2021/08/18/news/emma-bonino-il-ritiro-da-kabul-e-la-caporetto-degli-usa–140957
[29] EEAS, missione di osservazione elettorale UE in Afghanistan 2005, guidata da Emma Bonino. https://www.eeas.europa.eu/eeas/eu-election-observation-mission-afghanistan-2005
NOTA EDITORIALE
Questo dossier distingue intenzionalmente tra testimonianza personale di Ciro Scognamiglio e fatti verificati tramite fonti pubbliche. Le memorie autobiografiche dell’incipit non vengono usate come prova delle tesi storiche su Emma Bonino o sul Partito Radicale. Dove una fonte primaria non è stata reperita con sufficiente chiarezza, la formulazione resta prudenziale e non viene trasformata in certezza.
APPENDICE — PUNTI DA TENERE APERTI
Rigore significa anche non chiudere ciò che non è ancora chiuso. Sul punto Trieste 1978 resta opportuno acquisire, se disponibile, il verbale elettorale o consiliare che consenta di fissare senza dipendere da ricostruzioni successive la posizione formale di Bonino dopo l’elezione.
Sull’Afghanistan è documentato che nel 2021 a Bonino venne ricordata la definizione di guerra ‘utile’ e che lei non rinnegò la scelta. Resta utile individuare la prima fonte primaria nella quale quella parola fu pronunciata originariamente, invece di affidarsi soltanto alla ripresa del 2021.
Per le qualificazioni ‘sionista convinta’ e ‘islamofoba’ non è stata reperita, in questa fase, un’autodefinizione di Bonino corrispondente. Il dossier le mantiene quindi nel campo delle interpretazioni finché non emerga un testo diretto più probante.
Questa appendice non indebolisce il dossier: delimita ciò che sappiamo da ciò che dobbiamo ancora documentare.
Prof. Ciro Scognamiglio
Scrittore · Giornalista
Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista |

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