IL TIFOSO, NON IL GIORNALISTA
NAPOLI 1 — BOLOGNA 0. HO VINTO, MA NON MI AVETE COMPRATO IL SILENZIO.
Tre punti. Finalmente. Ma il tifoso ha diritto di guardare oltre il risultato. Lobotka, il cervello centrale del centrocampo, si inventa il colpo che buca la rete e salva la domenica. Bene. Benissimo. Ma proprio qui nasce la domanda: dov’è l’attacco costruito per segnare?
Entra Lucca. Allegri lo scuote, lo richiama, gli chiede presenza, cattiveria, peso. Ma Lucca ancora non incide. E allora una parte della responsabilità è sua: un calciatore deve rispondere sul campo. Però non facciamone il capro espiatorio di un problema più grande.
Perché sopra il calciatore c’è l’allenatore. E sopra l’allenatore c’è una società che sceglie, compra, vende, costruisce la rosa e decide quale progetto offrire al pubblico.
Ed è qui che parla il Tifoso Ciro Scognamiglio. Io non compro il fumo.
Non mi basta che il “padrone degli undici in mutanda” faccia spettacolo nell’arena dopo avere sistemato i conti. Fare cassa è legittimo per un’impresa; diventa un problema sportivo quando la cassa sembra più chiara del progetto tecnico.
La mia metafora resta quella dell’arena: arrivano i nuovi gladiatori, partono quelli di ieri, il mercato applaude e sugli spalti il popolo deve gridare che è felice. Io invece voglio sapere se questa squadra è costruita per vincere o soltanto per valere.
Il calcio moderno può essere impresa, televisione, mercato e miliardi. Ma per chi sta sugli spalti rimane soprattutto una cosa: SPORT.
Perciò oggi applaudo Lobotka, prendo i tre punti e non fischio Lucca. Ma alla Presidenza chiedo una risposta sportiva:
QUESTO NAPOLI HA UN PROGETTO DA SQUADRA O UN LISTINO DA MERCATO?
Io sono soltanto il Tifoso. Ed è proprio per questo che posso permettermi di dirlo.
Prof. Ciro Scognamiglio — solo Tifoso

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