donna dell’Unione degli Stati, non dello scontro fra gli Stati. Europeista… ** BUON VIAGGIO EMMA salutaci MARCO**

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11 SETTEMBRE 2026

EMMA BONINO

LA DONNA DELL’UNIONE DEGLI STATI, NON DELLO SCONTRO TRA GLI STATI

Un saluto personale a una Maestra di libertà: non l’adesione a una sigla, ma il diritto di pensare, dubitare, ascoltare e cercare l’Uomo prima dell’appartenenza.

di Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista

Emma Bonino è morta oggi, 11 settembre 2026, a 78 anni. La politica italiana ed europea perde una protagonista di oltre mezzo secolo di battaglie civili, istituzionali e internazionali. Io saluto soprattutto la donna che, insieme a Marco Pannella, mi ha insegnato a ragionare da uomo libero pur senza essere radicale.

Oggi non saluto soltanto una donna della politica. Saluto una Maestra di libertà.

Non sono stato radicale. E forse proprio per questo posso dire quanto Emma Bonino e Marco Pannella abbiano contato nella mia formazione. Non mi hanno consegnato una tessera: mi hanno consegnato un metodo. Essere liberi non significa appartenere a una sigla; significa accettare il rischio del dubbio, ascoltare chi non la pensa come noi e difendere il diritto dell’altro persino quando ci disturba.

Da quasi cinquant’anni ascolto Radio Radicale. Non per ricevere una linea, ma per non riceverla. Ho ascoltato processi, Parlamento, congressi, avversari, maggioranze e minoranze. Ho imparato che la libertà comincia quando nessuno sceglie al posto tuo ciò che devi ascoltare.

Emma Bonino è stata, per me, la donna dell’Unione degli Stati, non dello scontro fra gli Stati. Europeista senza cancellare le nazioni; anzi, convinta che proprio le differenze obblighino gli Stati a parlarsi, a costruire istituzioni comuni e a misurarsi con responsabilità che nessun confine può risolvere da solo. La sua biografia pubblica attraversa il Parlamento italiano ed europeo, la Commissione europea, il Ministero degli Esteri, le campagne per i diritti civili, contro la pena di morte e per la giustizia internazionale.

La sua è stata una delle contraddizioni più feconde della politica contemporanea: stare dentro le istituzioni senza diventare prigioniera del Palazzo. Conoscere le regole e, quando necessario, contestarle con gli strumenti della nonviolenza e della disobbedienza civile. Per questo anche chi non ha condiviso tutte le sue battaglie non può ridurla a una parte: Emma Bonino è entrata nella storia civile della Repubblica proprio perché ha costretto parti diverse a discutere.

Non so quale fosse, nel punto più segreto della coscienza, il rapporto di Emma Bonino e Marco Pannella con Dio. Non voglio appropriarmi della loro coscienza e non voglio attribuire loro una fede che non posso conoscere. Ma so che hanno cercato ostinatamente l’uomo concreto: il detenuto, il malato, il perseguitato, la donna senza voce, la minoranza, la persona schiacciata da uno Stato che dimentica di essere al servizio della persona.

Ed è qui che la mia formazione filosofica incontra il loro cammino. Penso a Diogene con la sua lanterna accesa in pieno giorno: «Cerco l’uomo». Non l’uomo di una bandiera, non l’uomo di un partito, non l’uomo di una maggioranza. L’Uomo. Prima di tutto. Forse è questa la lezione radicale che porto con me senza essere radicale: cercare la persona quando tutti cercano l’appartenenza.

Oggi voglio concedermi un’immagine che non pretende di essere teologia, ma soltanto poesia del cordoglio. Mi piace immaginare Emma e Marco di nuovo insieme nella mia personale Casa della Libertà. Una stanza senza porte chiuse, senza censori, senza comizi eterni, dove ogni coscienza può parlare e nessuno teme il dissenso. È la stessa immagine che ho affidato alla mia pittografia: non una canonizzazione, ma un ringraziamento civile.

Maestra Emma, grazie. Mi hai insegnato a non chiedere il permesso per pensare. Questa è una delle eredità più grandi che una persona possa lasciare a un’altra.

Verrò a renderti omaggio. Verrò come posso, anche claudicante. Perché davanti a chi ci ha insegnato la libertà non conta con quale passo si arriva. Conta arrivare.

E oggi, mentre vengono meno molti dei miei mentori, il vicolo sembra più vuoto. Ma non è vuoto il pensiero che lasciano. I maestri smettono di camminare accanto a noi; continuano a camminare dentro le domande che ci hanno insegnato a fare.

Prof. Ciro Scognamiglio

Scrittore · Giornalista — NESSUNO

PITTOGRAFIA / PROGETTO VISIVO: “Emma Bonino — La Casa della Libertà” — ideazione editoriale Ciro Scognamiglio (CS99 / NESSUNO), 2026. Tutti i diritti riservati.

FONTI ESSENZIALI PER I DATI BIOGRAFICI: Reuters, 11 settembre 2026; Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, profilo di Emma Bonino; Archivio Radio Radicale.

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Risposta

  1. Avatar cirosco99

    Essere liberi non significa appartenere a una sigla; significa accettare il rischio del dubbio, ascoltare chi non la pensa come noi e difendere il diritto dell’altro persino quando ci disturba.

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