FUORITEMPO

IL GUITTARO DEL MATTINO

Fantozzi siamo noi.

Ogni mattina ci svegliamo e troviamo un nuovo professore pronto a spiegarci che cosa dobbiamo pensare dell’Europa, dell’Italia, di Vannacci, di chiunque sia diventato il caso del giorno.

Oggi parla Monti. Domani toccherà a un altro.

Il problema non è essere d’accordo con Vannacci. E neppure essere contro Vannacci. Prima bisognerebbe leggerlo. Poi discuterlo, contestarlo, perfino demolirlo. Ma con gli argomenti.

E invece troppo spesso il cittadino viene trattato come uno scolaro impreparato: qualcuno dall’alto stabilisce preventivamente quale pensiero sia intelligente e quale appartenga agli ignoranti.

Salva sempre la pace dei buoni, naturalmente.

Io rivendico persino il diritto di essere ignorante. Perché l’ignorante può studiare. Il suddito, invece, deve soltanto applaudire.

L’Italia sembra talvolta un Paese di giudici: tutti emettono sentenze su tutti. E noi, pubblico permanente, veniamo mobilitati dal guittaro di turno.

Oggi il senatore. Ieri l’intellettuale. Domani il nuovo maestro della mattina.

Io resto NESSUNO.

Leggo. Studio. Sbaglio. Cambio idea quando i fatti mi smentiscono.

Ma la mia testa non la consegno a nessuno.

Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista

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