SPORT DEL GIOVEDÌ — 10 SETTEMBRE 2026
IL 10 DI DIEGO: AL CASO CI SI TROVA

Ci sono numeri che stanno sulle maglie e numeri che restano addosso a una città. A Napoli il 10 non è aritmetica: è memoria, misura, paragone. È Diego. E proprio oggi, 10 settembre 2026, la coincidenza mi diverte abbastanza da usarla come punto di partenza: non per santificare il passato, ma per ragionare sul presente.

Ho davanti Aurelio De Laurentiis e torno con la memoria al nostro primo incontro. Io, giornalista diretto, difendevo il Comune e gli chiedevo quasi provocatoriamente: ma quale stadio vuole? Oggi, dopo anni, riconosco che quella domanda era soltanto metà del problema. Perché la politica fa politica e l’impresa deve fare impresa. E su questo, Aurelio, qualcosa mi ha insegnato.

Gli faccio dunque gli auguri per questi 22 anni di impresa Napoli. Ventidue anni nei quali un uomo del Sud ha dimostrato che si può amministrare una società calcistica senza necessariamente trasformarla in una cambiale continua. Si può discutere tutto: comunicazione, allenatori, mercato, rapporti con la città. Ma l’imprenditore va giudicato anche sulla durata, sui conti, sulla capacità di restare in piedi mentre intorno cambiano presidenti, governi, procuratori, campioni e umori del pubblico.

Io sono tifoso, però non voglio diventare cortigiano. E allora la domanda vera è un’altra: questa rosa è giusta?

Noi pennaioli guardiamo la partita e vediamo il passaggio mancato, il gol divorato, il babà già servito davanti alla porta e lasciato sul vassoio. L’imprenditore, invece, dovrebbe vedere mesi prima ciò che noi giudichiamo novanta minuti dopo: costi, età, contratti, equilibrio dello spogliatoio, possibilità di crescita, rischio dell’investimento.

Per questo oggi non emetto sentenze. A zero chiacchiere, a zero profezie. Il calcio ha una sua biochimica: uomini differenti messi nello stesso ambiente possono produrre una squadra oppure soltanto undici professionisti. Servono tempo, reazioni, adattamenti. E certe risposte non stanno nel mercato estivo ma nel campo.

Da tifoso qualche dispiacere ce l’ho. Da osservatore, però, aspetto. Perché se ho imparato qualcosa dalla scienza è che il fenomeno va visto mentre evolve, non mentre lo immaginiamo.

E allora, Presidente, gli auguri finiscono qui e comincia l’intervista che ancora non mi ha concesso.

La rosa che ha costruito nasce soltanto per vincere oggi, oppure sta preparando il Napoli che vedremo tra due o tre anni? Quale variabile avete considerato voi imprenditori che noi giornalisti, davanti alla partita, ancora non vediamo?

Io aspetto la risposta. Non sono mai stato bravo a essere conciso: preferisco fare una domanda che costringa anche me a pensare.

Perché a Napoli il 10 appartiene alla storia.                                    
Ma il futuro, quello, bisogna ancora giocarlo.

Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista
SPORT DEL GIOVEDÌ — Lontani, La Traversata

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