COSTUMI
La Domenica del Masto
Fotografia Vagabonda · 6 settembre 2026
SPELLO — DAVANTI A CARLO CARRETTO
Ci sono luoghi nei quali il corpo arriva una volta e la testa continua a tornare.
| Oggi, nella Domenica del Masto, devo fare tutte le preghiere dei falsi demiurghi del mondo. Non perché ci creda, ma perché devo esercitarmi nel mestiere più difficile: avvicinarmi al perdono senza perdere la memoria. Perdonare non significa assolvere tutto. Significa non lasciare agli altri il diritto di avvelenarci il giorno. Spello, davanti a Carlo Carretto, per me non è una cartolina religiosa. È un richiamo al silenzio, alla semplicità, al distacco dalle nostre presunte verità assolute. È il luogo nel quale torno con la testa quando il rumore del mondo diventa più forte della coscienza. Carretto riposa nel giardino di San Girolamo, senza monumentalità: una presenza discreta, quasi restituita alla terra. Ed è proprio questa sobrietà a parlare. Non occorre alzare la voce per lasciare una traccia. Forse il perdono comincia qui: non dimenticare, non falsificare, non assolvere per comodità; ma provare a liberarsi dal bisogno di vincere sempre contro qualcuno. | «Io, con la testa, vivo ancora là. Sono stato MONELLO: forse per questo continuo a litigare con il mondo e, nello stesso tempo, a cercare il perdono.» LA FOTOGRAFIA Qui la fotografia deve essere documento: la tomba reale nel giardino di San Girolamo, Spello. Nessuna ricostruzione scenografica. Il luogo basta a se stesso. La fotografia dice tutto. Le parole cercano soltanto di ascoltarla. |
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Prof. Ciro Scognamiglio — Scrittore · Giornalista
COSTUMI · La Domenica del Masto · Fotografia Vagabonda

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