IGNORANTI

IGNORANTI!!!!!

Io sono NESSUNO. E proprio per questo continuo a studiare

L’Osservatorio Flegreo — https://www.osservatorioflegreo.it/    |    Lontani – La Traversata — https://lontanilatraversatablog.wordpress.com/

Sono nato nell’agosto del 1954. Nel 1962 avevo otto anni. La poliomielite non era un’opinione ma una realtà che lasciava segni veri nei corpi e nelle famiglie. Quel bambino potrei essere io. Oggi sono il Professore con la barba, gli occhiali, il bastone e la zoppia. Ma soprattutto sono NESSUNO.

IGNORANTE NON SIGNIFICA STUPIDO. Ignorante è chi ignora. Io ignoro ancora moltissime cose e spero di continuare a ignorarne fino all’ultimo giorno, perché significherà che avrò ancora qualcosa da imparare. L’ignoranza pericolosa è quella di chi non sa e pretende di sapere, di chi trasforma una coincidenza in una prova, una paura in una teoria e un filmato in una bibliografia.

LA POLIOMIELITE NON È STATA UN’OPINIONE. Appartiene alla storia concreta della mia generazione. Per questo mi arrabbio quando qualcuno liquida con una battuta la storia delle vaccinazioni. Possiamo discutere Sabin, Salk, gli errori della medicina, gli effetti avversi, le strategie delle industrie farmaceutiche, i brevetti e i conflitti d’interesse. Dobbiamo farlo. Ma non possiamo cancellare quello che certe malattie significavano soltanto perché oggi abbiamo avuto la fortuna di non vederle più ogni giorno.

IL PROGRESSO NON È INFALLIBILITÀ. Ho conosciuto sulla mia pelle la trasformazione della formazione scientifica. Vi erano percorsi che guardavano alla fisica nucleare, alla specializzazione tecnica e alla formazione di competenze mirate. Poi cambiarono il Paese e le scelte energetiche e molti percorsi dovettero riconvertirsi. Io mi sono riconvertito verso la biofisica. Non considero la riconversione una sconfitta: la scienza vive proprio perché modifica sé stessa. La scienza che non cambia diventa dogma.

LA SCIENZA VA CONTROLLATA, NON ODIATA. Chi produce un farmaco deve essere controllato. Chi finanzia uno studio deve dichiararlo. Gli effetti avversi devono essere studiati. Gli errori devono essere ammessi. Un interesse economico non può trasformarsi in verità scientifica. Ma vale anche il contrario: chi accusa deve portare le prove. Io voglio carte, dati, atti seri. Non tifo, non propaganda.

TRE LAUREE, MA CAPO DEGLI IGNORANTI. Ho studiato molto. Tre lauree. E allora? Questo dovrebbe rendermi infallibile? No. Proprio perché ho studiato abbastanza da comprendere quanto sia immenso quello che non conosco, mi proclamo provocatoriamente CAPO DEGLI IGNORANTI. Preferisco essere il primo di quelli che cercano piuttosto che l’ultimo di quelli convinti di possedere la verità.

IL LAVORO PRIMA DEI TITOLI. Sono stato Professore e Preside, ho attraversato scuola, formazione e istituzioni. Ma prima sono stato un ragazzo che lavorava. A dieci anni facevo il garzone al Lavinaio, ho scaricato caffè al porto, ho venduto panni per strada e studiavo. Questa è forse la laurea che considero più importante, perché mi ha insegnato a non confondere istruzione e intelligenza, titolo e dignità, poltrona e competenza. Ho incontrato uomini senza laurea capaci di insegnarmi il mondo e laureati capaci soltanto di difendere una sedia.

IL SOSTEGNO È UNA RESPONSABILITÀ, NON UN AMMORTIZZATORE SOCIALE. Anche in quel settore ho visto formazione seria, specializzazioni, percorsi costruiti e poi modificati, cancellati, ricreati, spesso piegati alle necessità del momento. Ma un ragazzo fragile non può diventare il luogo nel quale sistemare problemi occupazionali. Il sostegno è scuola, competenza, responsabilità educativa. Su questo ho parlato e continuerò a parlare con gli atti in mano.

FOTO RISERVATE E LAVORO PAGATO. Le mie immagini e le mie intuizioni artistiche non si cedono più gratuitamente. Dal 2026/2027 il lavoro si paga. Servono risorse ai miei giovani collaboratori e qui nessuno è fesso. Le idee si possono condividere; il lavoro va rispettato. Se una fotografia, una pittografia, un progetto editoriale o un’intuizione vengono utilizzati, devono avere un valore anche economico. Io ci metto la faccia e chiedo che il lavoro di chi mi affianca non venga considerato materiale da prendere e basta.

VOGLIO CARTE, NON PARTITI. L’ho detto anche davanti ai casi che fanno parlare l’Italia: io voglio carte. Voglio documenti, atti, responsabilità. E lo chiedo anche al mio Sindaco, sull’acqua e su Bagnoli, perché il metodo non cambia con il colore politico. Non ho bisogno di un partito per fare domande. Non devo chiedere il permesso a nessuno per pretendere risposte documentate.

IL PROFESSORE ZOPPO. Oggi cammino con la mia zoppia e non la nascondo. Non chiedo compassione. Ci metto la faccia. Se domani qualcuno dimostrerà che ho scritto una sciocchezza, lo dica. Non proteggetemi perché sono Professore, perché sono anziano o perché sono zoppo. Portate gli atti. Se ho prodotto monnezza, chiamatela monnezza. L’immaginazione non è una patente di qualità: anche l’uomo più immaginativo può immaginare stupidaggini.

IO SONO NESSUNO. Non è falsa modestia. È libertà. Chi è Nessuno non deve difendere una carriera, aspettare una candidatura o chiedere a un partito quando sia consentito parlare. Può dire sì a un avversario quando ha ragione e no a un amico quando sbaglia. Questo deve valere per lo scienziato, per il giornalista, per il professore, per il magistrato, per il politico, per il Sindaco e per il Presidente. Nessuna cattedra rende immuni dall’errore. Nessuna poltrona sostituisce la responsabilità.

AUTUNNO CALDO CONTRO L’IGNORANZA. Nel 2027 voglio un autunno caldo di libri, documenti, numeri, scienziati interrogati seriamente, politici chiamati a rispondere e cittadini ai quali nessuno possa più dire semplicemente: fidati di me. No. Fammi vedere gli atti.

Sono zoppo. Sono Professore. Ho studiato. Ho lavorato con le mani. Ho sbagliato. Ho imparato e continuo a imparare. Ma soprattutto IO SONO NESSUNO, IGNORANTE, CAPO DEGLI IGNORANTI, e proprio per questo non devo chiedere a nessuno il permesso di essere libero.

Prof. Ciro Scognamiglio

IL PROFESSORE — NESSUNO

Capo degli Ignoranti

FUORITEMPO — Il giorno in cui crederò di sapere tutto, avrò finalmente dimostrato di essere diventato davvero ignorante.

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