CARMINE SCHIAVO, INIZIA IL SUO VIAGGIO

Il nuovo viaggio di un passionario: quando ciò che avevi lasciato in attesa torna a diventare destino

di Ciro Scognamiglio 27 agosto 2026
Ci sono viaggi che cominciano da giovani e altri che, pur cominciando allora, aspettano molti anni prima di trovare davvero la loro strada. Quello di Carmine Schiavo appartiene a questa seconda categoria. È il viaggio di un uomo che ha attraversato la vita professionale, raggiunto traguardi, costruito famiglia, responsabilità, relazioni e riconoscimenti. Tutto ciò che una vita adulta chiede e, qualche volta, pretende. Ma resta spesso, dentro alcuni uomini, una domanda antica. È la domanda del ragazzo che siamo stati e che un giorno torna a bussare: “Quello che volevo essere, l’ho davvero vissuto fino in fondo?” Non sempre il sogno giovanile viene cancellato. Talvolta viene soltanto accantonato. Rimane in silenzio, mentre gli anni costruiscono altro. Poi ritorna. Ed è allora che nasce il passionario. Non l’uomo dell’enfasi, non quello che sogna senza fare, ma quello che trasforma la passione in lavoro, il lavoro in racconto e il racconto in progetto. Carmine Schiavo ha ritrovato quel filo attraverso l’immagine. La macchina fotografica, figlia di una storia iniziata quasi due secoli fa, smette di essere semplicemente uno strumento tecnico e diventa prolungamento dello sguardo. Fotografia, video, montaggio, racconto. Il passaggio è importante, perché raccontare per immagini significa imparare a scegliere cosa vedere, dove fermarsi, quale volto custodire, quale gesto lasciare alla memoria. Così nasce un modo diverso di stare nella realtà. Un giornalismo che non ha necessariamente bisogno di una grande scrivania, perché può nascere in una strada, in una piazza, durante una festa popolare, accanto agli uomini che portano sulle spalle non soltanto una struttura, ma una storia.

 È qui che Carmine diventa fotografo, videomaker e narratore. Arrivano premi, riconoscimenti, attestazioni. Ma forse il riconoscimento più profondo è un altro: rendersi conto che quella passione non era mai invecchiata. Era rimasta lì, in attesa. Chi ha attraversato un percorso simile sa bene cosa significa. Puoi arrivare tardi a una professione che avevi desiderato prima. Puoi diventare giornalista quando molti pensano che una stagione sia ormai conclusa. Puoi scoprire che il tuo mestiere più vero non coincide necessariamente con quello esercitato per una vita intera. Perché vi sono uomini che invecchiano insieme ai propri desideri e uomini che, proprio grazie a quei desideri, riescono a restare giovani.

Carmine Schiavo appartiene a questi ultimi. Oggi il suo canale YouTube può diventare qualcosa di più di una raccolta di filmati. Può essere un archivio della memoria contemporanea, uno spazio nel quale i territori si raccontano, le tradizioni vengono custodite, gli uomini restano visibili e la cronaca diventa testimonianza.

 Ed ecco allora il nuovo viaggio: i Gigli di Nola 2026. Dopo aver realizzato il video completo dei Gigli e della Barca, Carmine comincia ora a pubblicare il suo racconto per tappe. Il primo video è dedicato alla Paranza Barrese “La Mondiale”, nel momento dell’ingresso in Piazza Duomo, durante la mattinata della traslazione, quando Gigli e Barca raggiungono il cuore di Nola per la solenne benedizione del Vescovo.

 Ogni sera un nuovo video. Un Giglio alla volta. Una paranza alla volta. Musica, fatica, devozione, forza fisica, tradizione, orgoglio e memoria collettiva. Non soltanto immagini di una festa. Un pezzo di popolo raccontato dal basso. Ed è forse questo il punto più interessante del lavoro di Carmine: la macchina non resta davanti all’uomo, ma cerca di stare dentro la sua storia. Per questo il viaggio dei Gigli diventa anche il viaggio di chi li racconta. PRIMO VIDEO — Paranza Barrese “La Mondiale”, ingresso in Piazza Duomo, Festa dei Gigli di Nola 2026. Buona visione e appuntamento al secondo Giglio. Ma soprattutto buon viaggio, Carmine. Perché non esiste un’età esatta per diventare ciò che avremmo voluto essere. Esiste il momento nel quale decidiamo di non rimandarlo più.

FUORITEMPO

Plotino ci ricorda che il viaggio più difficile non è quello verso un luogo, ma quello che riporta l’uomo verso ciò che autenticamente è. Forse anche le passioni funzionano così. Non arrivano da fuori.

 Ritornano. Sono già dentro di noi e attendono soltanto che il rumore della vita si abbassi abbastanza da permetterci di riconoscerle. Carmine non sta allora cominciando semplicemente un nuovo lavoro. Sta tornando, dopo molte strade, verso una parte di sé che lo aspettava da sempre. E quando l’uomo riesce a ricongiungersi con ciò che intimamente desiderava essere, il tempo anagrafico perde importanza. Perché, in fondo, il vero viaggio plotiniano non conduce lontano. Conduce dentro.
FUORITEMPO — Ciro Scognamiglio
Giornalista di strada | Lontani — La Traversata

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