COSTUMI
LA CANZONE NAPOLETANA, MEMORIA TRA GENERAZIONI
Tullio e Domenico Della Valle al Teatro dei Ruderi di Cirella: padre e figlio, due generazioni unite dalla passione per la storia della Canzone Napoletana.
di Tullio Della Valle – 21 agosto 2026
DIAMANTE (CS) — 18 agosto 2026, ore 21.30 — Teatro dei Ruderi di Cirella
Ci sono serate nelle quali la musica non rimane soltanto spettacolo. Diventa memoria, racconto, occasione per ritrovare una cultura che attraversa le generazioni.
È con questo spirito che, insieme a mio padre Domenico Della Valle, ho vissuto la serata del 18 agosto al Teatro dei Ruderi di Cirella, nella suggestiva cornice di Diamante.
Padre e figlio, certamente. Ma anche due generazioni accomunate da un interesse che viene da lontano: la storia e la storiografia della Canzone Napoletana, osservata non soltanto come patrimonio musicale, ma come espressione della vita di un popolo.
Perché dentro una canzone napoletana non troviamo soltanto parole e musica. Troviamo Napoli, la sua lingua, le trasformazioni sociali, l’amore e l’ironia, la malinconia, la strada, l’emigrazione. Troviamo soprattutto le donne e gli uomini che quelle canzoni hanno scritto, interpretato, ascoltato e tramandato.
Ed è forse proprio questo il significato più attuale della tradizione: non conservarla dentro una teca, ma permetterle di continuare a parlare.
Io appartengo a una generazione che utilizza quotidianamente gli strumenti della comunicazione contemporanea e delle reti sociali; mio padre Domenico porta con sé una memoria più lunga, costruita attraverso anni di ascolto, ricerca e passione.
Quando questi due sguardi si incontrano, il passato non è nostalgia e il presente non è cancellazione di ciò che è venuto prima.
È continuità.
Anche per questo essere insieme a Cirella ha avuto un significato particolare. Intorno a noi il pubblico; davanti, il palcoscenico; sopra, la forza di un luogo nel quale persino le pietre sembrano custodire memoria.
La Canzone Napoletana continua così il proprio viaggio. Cambiano i palcoscenici, cambiano gli strumenti attraverso i quali la raccontiamo, cambiano le generazioni che l’ascoltano.
Ma una cultura rimane viva finché qualcuno sente ancora il bisogno di trasmetterla.
E forse quella sera, seduti uno accanto all’altro, io e mio padre stavamo facendo proprio questo: ascoltare il presente senza perdere la memoria.
Tullio Della Valle
Architetto — esperto di Comunicazione, Webmaster e Reti Sociali — Studio Nola
Scuola Vesuviana di Scrittura
COSTUMI — Lontani La Traversata
Ciro Scognamiglio — Direttore
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