FUORITEMPO — Anno di lavoro 2026–2027
Bruno Vespa resta in RAI. E la domanda non è: quanti anni ha?
NAPOLI — CASA STUDIO. Appena rientrato, si gioca una nuova partita. Riparte il lavoro, riparte COSTUMI, comincia per noi l’anno 2026–2027.
E sì, comincia anche il nuovo campionato. Qui, per una volta, parla il tifoso e non il giornalista:
FORZA NAPOLI!
Poi torniamo al nostro mestiere. Ai fatti, alle domande, alla strada.
Sarebbe sbagliato chiedersi quanti anni abbia Bruno Vespa. Un giornalista non scade con la carta d’identità e l’esperienza può essere un patrimonio.
La domanda è un’altra:
che cosa vuole essere oggi il Servizio Pubblico?
Se la RAI rinnova fino al 2028 un rapporto professionale di questo peso economico, è legittimo che chi paga il canone chieda non soltanto quanto costa, ma soprattutto quale progetto editoriale giustifica quella scelta.
E qui lo spunto che mi viene da Lucia Goracci, giornalista RAI che ha raccontato il mondo mettendo spesso le scarpe sulla strada, porta a una riflessione più larga.
La RAI ha grandi professionisti, inviati, cronisti, tecnici e giovani giornalisti. Persone che raccontano guerre, periferie, crisi sociali e territori, qualche volta rischiando molto più di una cattiva serata di ascolti.
Allora il problema non è Vespa sì o Vespa no.
Il problema è chiedersi quanto il Servizio Pubblico investa nella pluralità delle voci, nel ricambio generazionale, nell’inchiesta, nei territori e nel giornalismo che va a cercare i fatti invece di aspettarli dentro uno studio televisivo.
Vespa può continuare a fare Vespa. Ma la RAI deve continuare a fare la RAI.
E noi cittadini, che quella televisione contribuiamo a finanziarla, abbiamo almeno il diritto di fare una domanda:
quanto costa un grande nome lo sappiamo. Quanto vale, invece, dare spazio a cento nuovi giornalisti capaci di consumare le scarpe sulla strada?
FUORITEMPO
«Il servizio pubblico non invecchia con i suoi volti: invecchia quando smette di cercarne di nuovi.»
E da questo foglio comincia anche una scelta editoriale per il nuovo anno di lavoro:
«Le idee si condividono. Il lavoro si rispetta. E rispettare il lavoro significa anche pagarlo.»
Ciro Scognamiglio
Giornalista di strada — COSTUMI
LONTANI LA TRAVERSATA — Blog Giornale
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