COSTUMI — GIBILTERRA, LA ROCCA CHE GUARDA LA STORIA

di Ciro Scognamiglio

Anni fa ero a Gibilterra. Oggi, mentre il mondo torna a parlare il linguaggio delle guerre, dei confini, delle aree strategiche e degli equilibri di potenza, recupero quel vecchio video. Non per nostalgia, ma perché alcune immagini, riviste dopo anni, raccontano molto più di quanto raccontassero quando furono riprese.

Nel filmato ci sono poche cose: i miei piedi che camminano, una targa con la data 1954 e poi le celebri scimmie della Rocca. Quasi niente. Eppure dentro quelle immagini c’è una piccola lezione di storia.

Gibilterra è appena una lingua di terra, ma occupa uno dei punti più delicati del pianeta. Davanti c’è l’Africa. Da una parte l’Atlantico, dall’altra il Mediterraneo. Da quello stretto sono passati nei secoli eserciti, commerci, migrazioni, flotte militari e interessi economici. La geografia, qui, non è uno sfondo: è politica.

Dal 1713, con il Trattato di Utrecht, Gibilterra è sotto sovranità britannica. La Spagna non ha mai smesso di considerare aperta la questione. Nel Novecento sono arrivati tensioni, frontiere chiuse e riaperte, referendum e infine la Brexit, che ha restituito nuova attualità a un problema antico: come possono convivere sovranità, identità, confini e necessità quotidiane delle persone?

Poi c’è quel 1954 della mia targa: l’anno della visita della giovane Elisabetta II a Gibilterra, evento che provocò nuove tensioni con la Spagna. Una semplice data diventa così una porta attraverso la quale entrare nella grande Storia.

Ed eccoci all’oggi.

Quando osserviamo quanto sta accadendo nel Mediterraneo e nel mondo, scopriamo che parole che credevamo appartenessero ai libri — territorio, confine, controllo, potenza, guerra — sono tornate drammaticamente nel nostro presente.

Per questo recupero quel vecchio video. Non voglio spiegare il mondo attraverso Gibilterra. Voglio soltanto porre una domanda.

Noi uomini abbiamo riempito la Terra di frontiere, trattati, bandiere e monumenti. Abbiamo costruito e distrutto imperi. Abbiamo combattuto per pochi chilometri di terra e continuiamo a farlo.

Sulla Rocca, intanto, loro sono ancora là.

E le scimmie ci guardano, quasi aspettassero ancora che il Sapiens impari dalla Storia quanto la geografia continui a pesare sul destino degli uomini.

Ciro Scognamiglio

COSTUMI — Fotografia Vagabonda, agosto 2026

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