Amara e triste riflessione di un nostro concittadino

IL CENTRO STORICO DI PIANURA

di Varchetta Ennio Silvano

Dov’è finita la civiltà? Dove sono le istituzioni?

Il degrado non nasce dal nulla!

Servizio a cura di Ennio Silvano Varchetta

“Stamattina ho fatto un giro in macchina per Pianura. Sono entrato nel centro storico percorrendo Via Monti, passando davanti al Ristorante Basilio e arrivando poi in Piazza San Giorgio.

E, ancora una volta, mi sono trovato davanti a uno spettacolo che dovrebbe far riflettere e, francamente, anche indignare.

Strade sporche, edifici deturpati da interventi improvvisati, scale ad personam , balconcini realizzati senza alcun criterio estetico, cancelletti e cancellate che sembrano spuntare ovunque, parcheggi ricavati sotto casa come se gli spazi pubblici fossero una proprietà privata. E poi, persone sedute per strada a dorso nudo, venditori ambulanti disseminati qua e là, postazioni dei contenitori dei rifiuti apparentemente ripulite, ma circondate da ciò che evidentemente qualcuno continua a considerare normale lasciare per terra.

Ma davvero questo è il volto che vogliamo del nostro centro storico?

La domanda, a questo punto, non è soltanto dove sia finito il decoro urbano. La domanda è molto più profonda: dov’è finita la civiltà?

E soprattutto: dove sono le istituzioni?

Perché il degrado non nasce dal nulla. È il risultato di anni di tolleranza, di controlli insufficienti, di regole applicate male o non applicate affatto, di una progressiva assuefazione all’incuria. Quando l’eccezione diventa la normalità, quando ogni abuso viene giustificato con un “tanto lo fanno tutti”, quando lo spazio pubblico viene trattato come terra di nessuno, il degrado smette di essere soltanto materiale e diventa culturale.

Un centro storico dovrebbe essere il biglietto da visita di un territorio, di una città: un luogo da custodire , valorizzare e rispettare. Non un posto nel quale ciascuno si sente autorizzato a fare ciò che vuole.

E non si tratta di essere nostalgici, all’antica o intolleranti. Si tratta semplicemente di pretendere regole,rispetto e dignità.

Perché un quartiere civile e una città degna di essere chiamata tale non è quella che si limita a inaugurare piazze, restaurare facciate o annunciare interventi. È quella che ogni giorno garantisce pulizia, ordine, rispetto delle regole e tutela del patrimonio.

Il problema, dunque, non è soltanto la sporcizia che vediamo per strada. È ciò che quella sporcizia rappresenta: l’idea che tutto sia permesso, che nessuno sia davvero responsabile e che, alla fine, nessuno debba rispondere di nulla.

Ed è questo che fa più male.

Perché davanti a un simile spettacolo viene davvero da chiedersi: che fine ha fatto la nostra idea di città? E quanto ancora siamo disposti a sopportare prima di chiamare le cose con il loro nome?

A me, stamattina, è venuto quasi da piangere.

Non per le pietre o per le strade.

Perché dietro il degrado di un luogo, prima o poi, si finisce inevitabilmente per vedere il degrado dell’idea di comunità.”

Ennio SILVANO VARCHETTA

Prof. Giornalista

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