Grazie, Alessandro Bottone.
Comunico e rilancio anch’io la nota del Presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli.
La posizione espressa coincide con quella che ho sostenuto oggi: prima degli schieramenti vengono i fatti e gli atti.
Sul lavoro giornalistico, sui compensi dei collaboratori di Report, sulla provenienza e sulla diffusione di dati che riguardano professionisti della RAI, occorre fare chiarezza nelle sedi competenti.
Solidarietà ai colleghi, certamente. Ma soprattutto trasparenza.
Io resto dove ero: in attesa degli atti.
Perché un giornalista può avere opinioni, ma quando deve giudicare una vicenda ha bisogno di documenti.
Il dubbio non è vigliaccheria: è metodo.
Ciro Scognamiglio – giornalista
18 agosto 2026
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Alessandro Bottone
I͏e͏r͏i͏ ͏a͏l͏l͏e͏ ͏o͏r͏e͏ ͏1͏4͏:͏5͏1͏ ·
Il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli, interviene sulla prima pagina del quotidiano Il Tempo di oggi, lunedì 17 agosto:
“Il quotidiano il Tempo ha diffuso oggi una notizia che fa notizia in Italia. Il lavoro giornalistico si paga e non si sfrutta, come invece fanno quotidianamente molti editori.
Comprendiamo lo sbigottito sgomento con cui la testata ha pubblicato i compensi dei collaboratori di Report. Attendiamo domani, sempre in prima pagina, un accurato dossier su quanto Il Tempo corrisponde ai propri collaboratori.
L’unico stupore reale, in questa vicenda, riguarda il comportamento di un’azienda da cui trapelano dati sensibili solo di collaboratori “sgraditi”. La nota del consigliere di amministrazione Roberto Natale ci rivela infatti che quei dati non erano noti neppure ai membri del Cda della Rai. Siamo certi che presidente e ad della Rai agiranno in maniera adeguata a fronte dell’opera di delegittimazione del lavoro dei propri giornalisti messa in atto dall’interno dell’azienda stessa e in merito alla quale la Commissione stabile per il Codice etico dovrà certamente attivarsi.
AI collaboratori di Report va la mia solidarietà. Resta poi l’apprensione per la valutazione dei fatti che verrà fatta dall’Autorità garante della privacy che in passato ha sanzionato pesantemente ogni violazione dei dati personali. (Carlo Bartoli)”
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