BUON FERRAGOSTO CON LEI, MADRE NATURA
Lettera alla Santa Assunta e agli uomini augusti della Pace
15 agosto 2026
Dopo avervi portato gli auguri vestendo per gioco i panni del Romano antico, depongo elmo e corazza. Rimane l’uomo: l’uomo del vicolo, quello che guarda il cielo senza pretendere di possederlo e che, dopo tanti anni trascorsi anche dentro la scienza, continua a meravigliarsi davanti alla più antica delle nostre maestre: Madre Natura.
Il 12 agosto abbiamo alzato ancora una volta gli occhi verso il Sole e verso l’eclissi. Per millenni il Sole che scompariva ha fatto paura agli uomini: popoli lontanissimi hanno costruito miti, divinità, presagi e riti per spiegare quel buio improvviso. Oggi sappiamo prevederlo, misurarlo, fotografarlo e ne conosciamo la geometria. È forse questa una delle più grandi conquiste della scienza: trasformare la paura in conoscenza senza distruggere la meraviglia. Il Sole oscurato non dichiarava guerra a nessuno. La Natura può essere terribile, sconvolgente, perfino distruttiva, ma non conosce eserciti, confini, vendette o propaganda. Dal Giurassico fino all’uomo contemporaneo, nessun albero ha dichiarato guerra a una foresta, nessun animale ha costruito un’ideologia per sterminarne un altro. La guerra organizzata appartiene all’uomo.
Eppure è proprio l’uomo che ha ricevuto il privilegio di comprendere. Abbiamo imparato che la luce del Sole alimenta la fotosintesi e una parte fondamentale della vita terrestre, ma abbiamo scoperto anche organismi ed ecosistemi capaci di vivere nelle profondità oceaniche dove quella luce non arriva, sostenuti da altre vie chimiche e metaboliche. Persino il cosiddetto “ossigeno oscuro”, osservato nelle profondità e ancora oggetto di verifica scientifica, ci ricorda una cosa essenziale: la scienza non proclama dogmi; misura, dubita, verifica e ritorna sui propri risultati. Forse è questa anche la sua più grande lezione civile.
Nel 1953 Stanley Miller e Harold Urey provarono a interrogare sperimentalmente una domanda immensa: come potevano formarsi, sulla Terra primitiva, alcune delle molecole necessarie alla vita? Non crearono la vita; dimostrarono qualcosa di altrettanto importante: anche l’origine poteva diventare una domanda sperimentale. Da allora abbiamo continuato a cercare, dal cielo ai fondali oceanici, dalla cellula alle stelle, dalla clorofilla alle sorgenti idrotermali. E più conosciamo, meno dovremmo sentirci padroni.
Per questo il mio Ferragosto non vuole essere soltanto una festa sotto l’ombrellone. Porta con sé anche una lunga storia umana: quella di uomini e donne che hanno lavorato nei campi, nelle fabbriche, sulle barche, nelle botteghe e che lentamente hanno conquistato il diritto al riposo, alle ferie, al tempo liberato dal lavoro. Una conquista enorme, perché l’uomo non è nato soltanto per produrre: deve avere il tempo di guardare un’eclissi, ascoltare il mare, sedersi accanto a chi ama, leggere, pensare, essere libero.
Nel giorno dell’Assunta, allora, il mio augurio va ai credenti e a chi semplicemente cerca, agli uomini e alle donne di ogni terra, ai giovani, ai lavoratori, a chi studia, a chi dubita e a chi continua ostinatamente a costruire Pace. Il Romano antico e l’uomo del vicolo di oggi hanno due volti diversi, ma sopra di loro passa lo stesso Sole. La stessa Luna può oscurarlo e la stessa Natura ricorda a entrambi quanto sia breve il loro passaggio sulla Terra.
Abbiamo costruito strumenti capaci di prevedere un’eclissi a distanza di secoli e ancora non abbiamo imparato a prevedere — e soprattutto a impedire — la prossima guerra. La scienza ci ha insegnato a leggere il cielo; adesso tocca all’uomo imparare a leggere l’uomo.
Buon Ferragosto alla Santa Assunta, agli uomini augusti della Pace, ai lavoratori, ai giovani, agli uomini liberi. Buon Ferragosto con Lei, Madre Natura: l’unica che non ha bisogno delle nostre bandiere per ricordarci che apparteniamo alla stessa Terra.
AUGURI DAL MIO DESERTO.
Prof. Ciro Scognamiglio — CIROSCO99
L’uomo del vicolo
Ferragosto 2026

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