IO CI STO. MA LO STATO DEVE ESSERCI

di Ciro Scognamiglio 9 agosto 2026

Io ci sto. Lo dico senza bisogno di proclami, perché prima delle parole vengono i luoghi, le persone e ciò che ciascuno è disposto concretamente a fare.

In questi giorni leggo dichiarazioni, proposte, analisi sulle periferie e sui quartieri difficili. Sono interventi spesso animati dalle migliori intenzioni. Ma c’è un rischio: credere che una dichiarazione, un progetto annunciato o una riunione possano diventare la panacea di problemi sedimentati durante anni, talvolta decenni.

Il CoNoCal, Pianura, le periferie occidentali di Napoli non hanno bisogno soltanto di qualcuno che le racconti. Hanno bisogno di uno Stato che funzioni e che sappia restare.

Perché lo Stato non è una frase. È la scuola aperta e autorevole. È l’assistenza sociale presente. È la sicurezza accompagnata dalla prevenzione. È il lavoro. È la manutenzione. È una strada percorribile, un servizio che arriva, un ragazzo che trova davanti a sé un adulto disposto ad ascoltarlo prima che qualcun altro gli offra una strada sbagliata.

Sono uscito dalla scuola da Preside, ma non sono uscito dal territorio.

Continuo ad andarci. Continuo a parlare con le persone, a entrare nelle case quando mi viene consentito, ad ascoltare fratelli e sorelle che troppo spesso diventano numeri soltanto quando accade qualcosa di grave.

E allora IO CI STO non può essere uno slogan personale.

Deve diventare: NOI CI SIAMO.

Ci devono essere la scuola, le associazioni, le famiglie, la Chiesa, il volontariato, le professioni, l’informazione. Ma soprattutto devono esserci le istituzioni, con continuità. Non durante l’emergenza e non soltanto davanti alle telecamere.

Chi vive nelle periferie non è materiale umano da osservare da lontano. Sono cittadini. Ragazzi, madri, padri, anziani. Persone che possiedono dignità, intelligenza, paure, errori e speranze esattamente come chi vive dall’altra parte della città.

Per questo non mi interessa partecipare alla gara di chi possiede la soluzione migliore seduto davanti a una scrivania.

Mi interessa il FARE.

È una parola semplice che appartiene anche alla lezione ricevuta dalla fede e dall’esempio di uomini come San Giustino Maria Russolillo: stare accanto alle persone significa riconoscerle, accompagnarle, aiutarle a costruire gli strumenti per diventare protagoniste della propria vita.

Non dobbiamo salvare nessuno dall’alto.

Dobbiamo esserci.

E dobbiamo pretendere che lo Stato faccia lo Stato.

Io, da vecchio Preside diventato giornalista di strada, continuerò a fare la parte che conosco: camminare, guardare, ascoltare, raccontare e, quando posso, bussare a una porta.

Al Conocal io ci sto.

Ma la domanda che consegno alle istituzioni è altrettanto semplice:

voi, ci siete?

Ciro Scognamiglio
già Preside – giornalista di strada
Direttore di Lontani La Traversata

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