FRANCESCO GUCCINI – IL MAESTRONE E IL CARDINALE.
Il cardinale arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi ha recitato una preghiera di benedizione al termine delle esequie private, a Pavana, del cantautore che si definiva “agnostico possibilista”.
Ecco la parte finale:
“Francesco è morto nel giorno della Festa della trasfigurazione, la gloria di Dio che si rivela nell’umano; nel giorno in cui ricordiamo Hiroshima e chiediamo che quell’orrore faccia scegliere consapevolmente la difesa e non il riamo, il dialogo e non lo scontro. Perché dobbiamo imparare a vivere senza ammazzare.
È anche il giorno della morte di Paolo VI, che poco prima di morire scrisse:
“Ecco, mi piacerebbe, terminando, d’essere nella luce. Di solito la fine della vita temporale, se non è oscurata dall’infermità, ha una sua fosca chiarezza: quella delle memorie, così belle, così attraenti, così incomplete, così nostalgiche e così chiare ormai per denunciare lì loro passato irrecuperabile e per irridere al loro disperato richiamo.
La scena del mondo è un disegno, oggi tuttora incomprensibile per la sua maggior parte, di un Dio creatore, che si chiama il Padre Nostro che sta nei cieli!
Grazie, o Dio, grazie e gloria a te, o Padre! In quest’ultimo sguardo mi accorgo che questa scena affascinante e misteriosa è un riverbero, è un riflesso della prima ed unica luce; è una rivelazione naturale di una straordinaria ricchezza e bellezza, la quale doveva essere una iniziazione, un preludio, un anticipo, un invito alla visione dell’invisibile Sole”.
Shomèr ma mi-llailah;
shomèr ma mi-lell.
Sentinella, quando finisce la notte?
Sentinella, quanto manca all’alba? (Is 21, 11)

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