COSTUMI – LA STRADA
POZZUOLI PARLA!
La scienza parla. Il Popolo deve poter capire.
POZZUOLI, 8 AGOSTO 2026 — di Ciro Scognamiglio
Oggi giro per Pozzuoli con quel mio sorriso un po’ birichino. Ascolto. La gente parla del caldo, della casa, delle scosse. Parla soprattutto del bradisismo. E, come sempre accade quando entra la paura, insieme alle cose serie circolano parole enormi, conclusioni affrettate, perfino cose assurde. Allora fermiamoci alle parole di chi questi fenomeni li studia da una vita.
In queste ore gira in Rete un’intervista al professor Giuseppe “Peppe” Luongo, fisico e vulcanologo. Per noi che lo abbiamo conosciuto nello studio e nella vita scientifica rimane Peppe; ma proprio l’amicizia impone una regola: non gli mettiamo in bocca nulla che non abbia detto. Io non mi approprio del suo pensiero. Lo ascolto e provo a raccontarlo al Popolo.
CHE COSA DICE LUONGO? Il punto centrale è semplice: bisogna sapere continuamente che cosa sta accadendo sotto i Campi Flegrei. Luongo richiama soprattutto due elementi da conoscere: la velocità con cui si solleva il suolo e dove si trova la spinta che determina il fenomeno. Detto nella lingua della strada: non basta sapere che la terra si muove. Dobbiamo capire come si muove e come stanno cambiando i fenomeni nel tempo.
E qui bisogna stare molto attenti alle parole. Luongo non dice: ci sarà un’eruzione. Dice che una possibile evoluzione eruttiva non può essere esclusa, ma aggiunge una cosa altrettanto importante: i tempi possono essere molto lunghi. Possibilità e certezza non sono la stessa cosa. Quando c’è paura, questa differenza vale moltissimo.
POI CI SONO LE CASE. E CI SIAMO NOI. Il terremoto non incontra soltanto la terra. Incontra palazzi, strade, scuole, famiglie. Luongo richiama il problema della resistenza delle abitazioni e delle scelte compiute nel territorio dopo il bradisismo degli anni Ottanta. Il suo ragionamento arriva a un punto concretissimo: servono edifici capaci di proteggere meglio le persone.
Questa è la parte che interessa particolarmente il mio giornalismo di strada. Perché dietro ogni parola — magnitudo, sollevamento, sisma, vulcano — ci sono uomini e donne. Ci sono quelli che stanotte hanno dormito male, quelli che domani devono comunque andare a lavorare, quelli che hanno una casa danneggiata e quelli che chiedono semplicemente: «Professore, ma noi che dobbiamo fare?»
La risposta non può essere né il terrore né la rassicurazione facile. Deve essere conoscenza, informazione, prevenzione e responsabilità. Questa è la lezione che io raccolgo dalle parole di Peppe Luongo. Non una profezia: un invito a conoscere e soprattutto a non lasciare solo il Popolo davanti alla paura.
Oggi Pozzuoli parla. Io continuo ad ascoltarla. Tra poco entrerò nei parcheggi e nei supermercati. Lì incontreremo un’altra Pozzuoli: parcheggiatori, tecnici, agenti di commercio, persone che sotto questo caldo continuano a lavorare mentre sotto i loro piedi continua il bradisismo. Perché la vita non aspetta il prossimo bollettino. Le chiacchiere stanno a zero. E soprattutto non si mangiano.
Shalom — Prof. Ciro Scognamiglio | Giornalista di strada – CIROSCO99 / DPF CS99 | COSTUMI – Lontani La Traversata | Pozzuoli, 8 agosto 2026
Nota di correttezza — Questo articolo nasce dall’ascolto e dalla trascrizione di un’intervista televisiva del prof. Giuseppe Luongo che circola in Rete. I concetti scientifici appartengono al Professore; chi scrive li raccoglie e li restituisce ai lettori nella forma divulgativa di COSTUMI.

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