IL NOCCIOLO DELL’ESSENZIALE
Napoli 05 agosto 2026
C’è qualcosa che lascia sgomenti. Mentre il Paese affronta crisi economiche, agricole, demografiche, ambientali e sociali, il Parlamento riesce ancora a consumare ore di dibattito inseguendo simboli, busti, etichette e provocazioni, anziché misurarsi con la sostanza dei problemi.
Si discute del busto di Mussolini custodito nell’ufficio del presidente del Senato, si evocano i “fascisti 2.0”, si risponde con sarcasmo, si replica con altre accuse. Intanto, la questione concreta – in questo caso il futuro della filiera della canapa industriale e delle imprese agricole – scivola sullo sfondo.
Il cittadino comune osserva e si domanda: è davvero questo il livello della politica italiana? È possibile perdere tanto tempo senza arrivare al nocciolo dell’essenziale?
La storia va studiata, non brandita come una clava. Fascismo e antifascismo appartengono alla memoria della Repubblica e meritano rigore, non slogan. Ogni richiamo storico ha senso solo se aiuta a comprendere il presente, non se serve a trasformare l’Aula parlamentare in un’arena permanente.
Il vero interrogativo, oggi, non è se qualcuno possieda un busto o pronunci una parola di troppo. Il vero interrogativo è un altro: perché, dopo ottant’anni di Repubblica, il confronto politico continua così spesso a rifugiarsi nei simboli invece di affrontare le grandi questioni del nostro tempo?
Qui torna attuale Giambattista Vico. Egli insegnava che la storia delle nazioni segue i comportamenti degli uomini e dei popoli. Se il dibattito pubblico si impoverisce, non è soltanto responsabilità di chi governa o di chi si oppone: è il segnale di una cultura politica che rischia di smarrire il senso del bene comune.
Non mi interessa stabilire chi abbia vinto questa polemica. Mi interessa sapere chi risolverà i problemi degli agricoltori, delle imprese, dei giovani, delle famiglie e di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese.
Perché il cittadino non vive di polemiche. Vive di lavoro, di salute, di scuola, di giustizia e di speranza.
FUORI TEMPO
Quando il Parlamento discute più dei simboli che delle soluzioni, la storia non avanza: gira in tondo. E i cittadini, fuori dall’Aula, continuano ad aspettare.
Prof. Ciro Scognamiglio
Direttore – Lontani La Traversata

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