COSTUMI

PIANURA – PORTO CERVO

Che vita, l’antropologo! 5 agosto 2026 addC

di Ciro Scognamiglio
Giornalista di strada – Direttore “Lontani La Traversata”

Fa freddo e invochiamo il caldo. Arriva il caldo e rimpiangiamo il freddo. È il ritornello dell’uomo contemporaneo: mai soddisfatto della stagione che vive, sempre proiettato verso quella che non ha.

Poi capita di osservare due fotografie. Una tavola semplice di una casa di Pianura. Un elegante ristorante di Porto Cervo. Due mondi apparentemente lontanissimi. Ma davvero lo sono?

L’antropologo prova a fermarsi un momento. Non guarda il prezzo del caffè né quello della zuppa. Guarda l’uomo.

Un cane, se lo accompagnassimo dalle bidonville del Brasile fino ai tavoli della Costa Smeralda, continuerebbe a vivere secondo la propria natura. L’uomo, invece, costruisce continuamente gerarchie, simboli, appartenenze. Divide il ricco dal povero, il lusso dall’essenziale, il necessario dal superfluo. E spesso dimentica che, prima di tutto, siamo tutti esseri umani.

Ogni estate il dibattito si ripete. Un caffè a cento euro, una pizza costosa, un conto da ristorante stellato diventano casi nazionali. Ma il problema non è il prezzo. Se il listino è chiaro e nessuno è costretto a sedersi a quel tavolo, la libertà comprende anche quella di scegliere il lusso.

L’antropologia ci insegna un’altra cosa: il valore non coincide con il costo. Un pranzo condiviso in una casa di periferia può lasciare un ricordo più profondo di una cena servita con l’argenteria. Allo stesso modo, un ristorante di eccellenza non è uno scandalo: rappresenta un’esperienza, un mercato, una scelta.

Il punto non è Pianura contro Porto Cervo.

Il punto è capire se l’uomo di oggi riesca ancora a distinguere il bisogno dal desiderio, la dignità dall’apparenza, la libertà dal conformismo.

Forse il vero impoverimento non è economico. È culturale. Perché discutiamo per settimane del prezzo di un caffè e dedichiamo pochi minuti alle grandi questioni che cambiano davvero la vita delle persone.

L’antropologo osserva. Non giudica. Cammina tra i quartieri popolari e i luoghi del lusso con lo stesso taccuino in mano. Perché la ricerca non ha bisogno di scegliere una parte: ha bisogno di comprendere l’uomo.

FUORITEMPO

«Quando il prezzo di un caffè occupa più spazio del valore di una coscienza, non è il mercato ad essersi smarrito: è l’uomo che ha dimenticato cosa conta davvero.»

Prof. Ciro Scognamiglio – CS99
Fotografia, antropologia e giornalismo di strada

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