CIVILTÀ 9
Dalla BIC all’Intelligenza Artificiale: non è la macchina che cambia il mondo, ma l’uomo che continua a studiare.
IL PRIMO STOLTO SONO STATO IO!
SÌ! Proprio io.
“L’Intelligenza Artificiale non mi regala idee: mi restituisce il tempo per raggiungere il deposito della mia memoria, dove attendono ancora molti treni della conoscenza.”
Perché, forse, mi aspettavo troppo da Marco. Non considero Marco uno stolto, anzi. Dalla sua sensibilità artistica, dalla sua competenza e dalla sua ricerca mi aspettavo che cogliesse il senso profondo delle mie pittografie, nate non per imitare la realtà, ma per raccontarla con un linguaggio nuovo. Esse non sono il prodotto di una macchina, bensì il risultato di un archivio costruito in una vita intera: prima Mario, poi Ciro, poi ancora Mario, poi Antonio, poi Ciro, poi Elia Ciro, poi Flavio Maria. Generazioni che, idealmente, ogni mattina aprono la porta del mio studio. Uno studio dove si entra ancora oggi per una sola ragione: studiare.
Correva l’anno 1973 quando iniziai il mio cammino professionale; nel 1976 arrivò il ruolo. Non avevo privilegi, non avevo patrimoni, non avevo protezioni. Ero, come oggi, uno zoppo. Poi arrivò una semplice sedia a ruote. Per molti era soltanto un mezzo; per me fu libertà. Compresi allora che la tecnica non rende grande l’uomo, ma può renderlo più libero. Da quel giorno arrivarono la BIC, l’Olivetti 68, il computer, Internet e oggi l’Intelligenza Artificiale. Ogni innovazione è stata accolta con sospetto. Ogni volta qualcuno ha detto: «Non serve». Eppure ogni volta la civiltà ha fatto un passo avanti.
Sono diventato biofisico non perché qualcuno mi abbia regalato qualcosa, ma perché ho incontrato maestri che mi hanno insegnato a studiare. Gustavo, uno dei più grandi biofisici che abbia conosciuto, mi spinse a guardare oltre gli schemi. Angelo Renzi fece altrettanto. Nessuno mi consegnò il sapere: mi indicarono la strada per cercarlo. Anche mio padre Mario mi lasciò un’eredità che non si misura con il denaro. Sopravvisse ai campi di concentramento e portò dentro di sé un’esperienza che segnò tutta la famiglia. La scienza ci insegna che gli spermatozoi vengono continuamente prodotti e non conservano una memoria biologica degli eventi vissuti anni prima; ciò che davvero attraversa le generazioni è la memoria umana: i racconti, i silenzi, gli esempi, i valori. Quella memoria è diventata parte della mia formazione e del mio modo di leggere la storia.
Per questo continuo a credere che ogni nuova tecnica sia soltanto una porta. Sta all’uomo decidere se attraversarla oppure restare fermo davanti alla soglia. La proporzione che propongo è semplice: BIC : mano = cavolo : civiltà. La BIC non scrive senza una mano che la guidi; il cavolo non diventa civiltà finché qualcuno non lo coltiva, lo conserva, lo condivide e lo trasforma in nutrimento. Non è l’oggetto che crea il progresso: è l’intelligenza dell’uomo che dà significato all’oggetto. Così anche l’Intelligenza Artificiale. Non è la civiltà. È uno strumento. Sarà bene o male secondo l’uso che ne faremo.
Le mie pittografie nascono da questa convinzione. Non cancellano la fotografia, come la fotografia non cancellò la pittura. Sono un linguaggio ulteriore, costruito sul mio archivio fotografico, sulla mia esperienza giornalistica e sulla ricerca antropologica. Per questa ragione ho deciso che esse entreranno a far parte del mio patrimonio intellettuale. Da oggi non produrrò più opere destinate a una diffusione indiscriminata. Chi riterrà che questo lavoro abbia un valore culturale sarà sempre il benvenuto al dialogo, ma ogni utilizzo dovrà riconoscere l’autore, il percorso di ricerca e la proprietà dell’opera. Dopo una vita di studio sento il dovere di custodire ciò che ho costruito.
FUORITEMPO
La trascendenza mi ha condotto a vivere con i piedi nell’immanenza. Continuo ad ascoltare il passo della Signora che accompagna ogni uomo fin dalla nascita e non ho paura del suo avvicinarsi. Forse è anche per questo che continuo a studiare. Chi studia non sfida il tempo: lo comprende. Chi custodisce la memoria rende un servizio ai vivi. La civiltà non nasce dalla perfezione delle macchine, ma dalla coscienza degli uomini che scelgono di imparare fino all’ultimo giorno.
Prof. Ciro Scognamiglio
Direttore – Lontani La Traversata
CIROSCO99 – DPF CS99 – Napoli Redazione 5 agosto 2026
Pittografie, testi, progetto grafico e ricerca antropologica costituiscono opere dell’ingegno dell’autore. Ogni riproduzione, utilizzo o diffusione è riservata salvo autorizzazione dell’autore.




Lascia un commento