COSTUMI 04 agosto 2026
La crisi della politica come dialettica autentica. E della fine dell’opinione pubblica
Appunti di un allievo del Maestro. Dal 2017 al 2026.
Nel 2017 ascoltavo il grande Zygmunt Bauman. Oggi ascolto un intervento alla Camera dei Deputati di un esponente del Movimento 5 Stelle. Se avessi cambiato partito, probabilmente sarebbe cambiato poco. La sensazione che provo è la stessa.
Non è il colore politico che mi interessa. È il metodo.
La destra oggi, la sinistra ieri, e domani forse altri ancora, sembrano spesso prigionieri di una politica che parla soprattutto a sé stessa. La dialettica autentica, quella che nasce dal confronto e dalla ricerca del bene comune, lascia spazio alla contrapposizione permanente.
Bauman parlava della crisi dell’opinione pubblica. Oggi quella riflessione mi appare ancora più attuale. L’opinione pubblica rischia di essere sostituita dal rumore, dalle tifoserie, dagli slogan, dall’occupazione continua dello spazio mediatico.
Io continuo a considerarmi un allievo di quel Maestro.
Non perché ne ripeta le parole, ma perché provo ancora ad ascoltarle.
E qui nasce una mia espressione, volutamente arcaica e poetica:
«È quest’è.»
So bene che non appartiene all’italiano normativo. È una scelta voluta. È una lingua che richiama il parlato antico, quasi una voce neandertaliana che rifiuta il linguaggio levigato della comunicazione contemporanea. Significa semplicemente:
“La realtà è questa. Senza trucco. Senza slogan.”
Io resto quello che sono.
Lucido-Folle. Nessuno.
Continuo a credere che gli esami non finiscano mai, come ci ha insegnato Eduardo De Filippo.
Per questo guardo il Parlamento con rispetto per l’istituzione, ma anche con una domanda che non riesco a tacere.
Le bandiere della Repubblica rappresentano tutti gli italiani.
Chi siede sotto quelle bandiere dovrebbe ricordare ogni giorno che il mandato appartiene al popolo e non alle appartenenze di parte.
Per questo, provocatoriamente, immagino un’aula dove siano le bandiere a occupare simbolicamente gli scranni. Sarebbe un richiamo semplice ma potente: prima viene la Repubblica, poi ogni appartenenza politica.
È quest’è.
FUORITEMPO
“Quando il confronto si trasforma in tifo, la politica perde la parola e il popolo perde la voce. Le bandiere uniscono; gli uomini dovrebbero imparare a farlo.”
Prof. Ciro Scognamiglio
Lucido_Folle – Nessuno
COSTUMI – 2026


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