LA LETTERA DEI SOGNI AL POPOLO E ALLA POLITICA
Non vi giudico per il colore politico. Vi giudico per ciò che fate.
di Ciro Scognamiglio 3 agosto 2026
Non parlo della destra. Non parlo della sinistra. Parlo di chi governa e di chi si candida a governare. Vi rispetto come persone e rispetto le istituzioni che rappresentate, ma questo non può impedire a un cittadino di rivolgere una domanda semplice: che cosa avete costruito, concretamente, per il bene comune? Qualcuno definisce “populista” chi pone domande scomode. Io non mi riconosco in questa etichetta. Se chiedere conto degli atti pubblici, delle promesse mantenute o tradite e della qualità della politica significa essere populista, allora il problema non è chi domanda, ma chi non risponde.
Dal 1945 a oggi l’Italia ha avuto governi di ogni orientamento. Sono cambiati simboli, partiti, leader e maggioranze; molto meno è cambiata la distanza tra la politica e la vita quotidiana delle persone. Nella storia della Repubblica abbiamo conosciuto figure che, pur nelle differenze ideologiche, hanno lasciato il segno con visione, autorevolezza e senso dello Stato. Oggi, troppo spesso, il dibattito pubblico appare ridotto a slogan, polemiche, risse televisive, propaganda e ricerca del consenso immediato.
Non interessa sapere chi vinca il confronto tra destra e sinistra se, alla fine, il Paese continua a convivere con disuguaglianze, precarietà, servizi insufficienti, giovani costretti a partire e famiglie che faticano a guardare al futuro. Per questo non scrivo una lettera contro qualcuno. Scrivo una Lettera dei Sogni, una lettera che appartiene al popolo italiano e che chiede poche cose, ma essenziali: lavoro dignitoso, scuola pubblica di qualità, sanità efficiente e universale, tutela dell’ambiente, legalità e giustizia uguale per tutti, pace e rifiuto della guerra, rispetto delle persone, informazione libera, lotta ai privilegi e alla corruzione, partecipazione dei cittadini, giovani protagonisti del futuro, cultura come investimento e non come spesa.
Per cambiare rotta non bastano conferenze stampa, slogan o campagne elettorali permanenti. Servono responsabilità, competenza, coraggio e capacità di decidere nell’interesse generale. La politica non dovrebbe chiedere soltanto consenso: dovrebbe meritarselo ogni giorno attraverso il proprio operato. Noi cittadini non chiediamo miracoli. Chiediamo trasparenza. Chiediamo verità. Chiediamo rispetto. Perché uno Stato democratico non appartiene ai governi di turno: appartiene al popolo, e il popolo non dovrebbe essere ricordato soltanto durante le campagne elettorali, ma ogni giorno dell’azione politica.
FUORI TEMPO «La storia non conserva la memoria degli slogan. Conserva la memoria delle opere. Davanti alla storia, maggioranza e opposizione saranno giudicate allo stesso modo: per ciò che avranno fatto, non per ciò che avranno promesso.»
Ciro Scognamiglio
Blog Giornale “Lontani – La Traversata”
03 agosto 2026

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