COSTUMI – GIORNALISMO DI STRADA
FUORITEMPO 20 luglio 2026
SAN GIUSTINO NON È LA FESTA DI UN PAESE. È LA FESTA DI UNA CONTRADA CHE RESISTE.
Dal 20 luglio al 1° agosto Pianura vive i giorni della festa di San Giustino Maria Russolillo, il sacerdote nato in questa terra, fondatore dei Vocazionisti e oggi Santo della Chiesa. Non è soltanto una ricorrenza religiosa: è il tempo in cui una comunità si ritrova, riflette sulla propria storia e rinnova il proprio impegno civile.
L’immagine che spesso arriva all’Italia è quella delle operazioni di polizia, dei roghi, dei rifiuti abbandonati, della cronaca nera. La fotografia che accompagna queste righe racconta un intervento difficile e la presenza coraggiosa di don Antonio Coluccia, sacerdote che da anni porta il messaggio della legalità nei territori più complessi.
A lui va il nostro plauso, perché scegliere di esserci dove altri esitano richiede coraggio. Ma proprio nel nome della verità sentiamo il dovere di aggiungere una pagina che troppo spesso rimane fuori dall’inquadratura. Pianura non è soltanto il quartiere del degrado raccontato dalle telecamere: è una comunità fatta di famiglie oneste, insegnanti, commercianti, volontari, sacerdoti, associazioni e cittadini che da decenni hanno scelto di non piegarsi alla camorra. Come ha ricordato Vincenzo Nugnes, qui esistono uomini e donne che hanno detto NO al racket, NO alla criminalità, NO al malaffare, contribuendo a costruire un patrimonio civile che merita di essere ricordato ogni volta che si parla di questo territorio. La legalità non nasce il giorno in cui arriva una telecamera: nasce ogni mattina, quando una comunità continua a resistere con il proprio lavoro, con l’educazione e con la responsabilità quotidiana.
Per questo diciamo che la festa di San Giustino non appartiene semplicemente a un paese. Appartiene a una contrada, a una comunità che custodisce la propria identità dentro una grande Municipalità, dove spesso la distanza tra istituzioni e territorio resta ancora profonda. La strada oggi è asfaltata, molti spazi sono cambiati, diverse ferite sono state curate e molto resta ancora da fare. Sarebbe però ingiusto raccontare soltanto ciò che non funziona, dimenticando quanto ogni giorno viene costruito nel silenzio.
San Giustino insegnava che ogni vocazione nasce dalla fiducia nell’uomo. È questo il messaggio che sentiamo più attuale: non permettere che pochi delinquenti cancellino il volto di migliaia di cittadini perbene. La vera festa non è il palco, non sono le luminarie; è una comunità che continua a educare, pregare, lavorare e rialzarsi.
Questo è il nostro augurio per i giorni della festa: che Pianura venga raccontata nella sua interezza, con le sue difficoltà ma anche con la sua dignità, con le sue ferite ma soprattutto con la forza di chi ogni giorno sceglie di restare dalla parte della legalità.
A firma
Vincenzo Nugnes
Prof. Ciro Scognamiglio
Giornalista – già Preside


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