COSTUMI

DOMENICA DEL DECUMANO

19 LUGLIO 2026 – AUGURI IN FAMIGLIA. MA ANCHE IL RICORDO DI UN DOLORE CHE NON SI ATTENUA

di Ciro Scognamiglio

Ci sono giorni che una famiglia festeggia. E ci sono giorni che una nazione dovrebbe vivere in silenzio.

Il 19 luglio, per la mia famiglia, è anche il giorno degli auguri a Chiara. Un traguardo di vita, di maturazione, di responsabilità. Ma lo stesso giorno, da trentaquattro anni, porta con sé una ferita che non si è mai rimarginata: la strage di via D’Amelio.

È impossibile separare la gioia privata dal dolore pubblico.

Quest’anno, rileggendo le analisi e gli approfondimenti pubblicati dalla stampa nazionale, emerge ancora una volta un dato comune: il Paese continua a interrogarsi sulla ricerca della verità, sui depistaggi, sull’Agenda Rossa scomparsa e sul rapporto mai del tutto chiarito tra mafia, politica e apparati dello Stato. Allo stesso tempo, si rinnova il richiamo della famiglia Borsellino a non abbassare la guardia e a non trasformare l’antimafia in una semplice celebrazione rituale.

Sono riflessioni che non possono lasciare indifferente chi ha educato generazioni di giovani.

Paolo Borsellino sapeva. Poteva comprendere il rischio. Avrebbe potuto scegliere una strada diversa. Non lo fece. Rimase fedele allo Stato fino all’ultimo istante.

Giovanni Falcone aveva già aperto quella strada con il proprio sacrificio.

Due uomini diversi, uniti dalla stessa idea di giustizia.

Nel documento che accompagna questa ricorrenza colpiscono le parole del #professore #Vincenzo #Musacchio, allievo di #Antonino #Caponnetto.

La memoria, osserva, rischia di diventare una scenografia se non è accompagnata dalla coerenza; il sangue dei martiri non può trasformarsi in una ricorrenza di calendario mentre la criminalità organizzata cambia volto e continua a infiltrarsi nell’economia, nella finanza e nelle istituzioni.

Queste parole non chiedono applausi. Chiedono coscienza. Per questo oggi non mi interessa aggiungere retorica, ma porre una domanda che riguarda tutti noi. #Falcone e #Borsellino hanno dato la vita. Noi, oggi, cosa diamo all’Italia? Cosa diamo nelle scuole, nei quartieri, con il nostro voto? Cosa diamo quando scegliamo il silenzio invece della responsabilità?

Questa #pagina non pretende di offrire una risposta. Vuole soltanto ricordare che l’educazione alla legalità non nasce il 19 luglio e non si esaurisce nelle commemorazioni. Nasce ogni mattina, dentro una famiglia, in una scuola, in una redazione, in una strada, attraverso i piccoli gesti quotidiani che costruiscono la coscienza civile.

Per questo oggi rivolgo gli auguri a #Chiara, perché ogni compleanno ricorda che la vita continua e che ogni nuova stagione porta con sé nuove responsabilità. Ma, nello stesso tempo, rivolgo il mio #pensiero a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ci hanno insegnato come una vita trovi il suo significato più alto quando viene spesa al servizio degli altri.

Io quel 19 luglio sono rimasto #distrutto. E, dentro di me, sono rimasto #tale.

Prof. Ciro Scognamiglio
Giornalista – già Preside
COSTUMI – Domenica del Decumano

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Risposta

  1. Avatar Eva

    pensieri tristi accompagnati per me dalla constatazione che purtroppo non ci sarà mai giustizia perché non la vogliono dall’alto! Molto bello il film spettacolo di Ruggero Cappuccio ‘essendo stato’! Unica nota lieta : il compleanno di Chiara! Auguri! Attraverso loro ci sentiamo rigenerati!

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