COSTUMI – GIORNALISMO DI STRADA
DESTRA, SINISTRA… E LE LISTE BLOCCATE
Antropologia della politica italiana
di Prof. Ciro Scognamiglio – Giornalista di Strada – 16 LUGLIO 2026
C’è una canzone di Giorgio Gaber che continua a interrogare la politica italiana più di tanti dibattiti televisivi. Destra Sinistra usa ironia e paradosso per mostrare come, troppo spesso, le etichette sostituiscano le idee. Oggi basta osservare una fotografia: il Campo Largo riunito da una parte, il centrodestra dall’altra. Volti diversi, slogan diversi, ma la domanda resta la stessa: che cos’è davvero la destra e che cos’è davvero la sinistra?
Fuori dai palazzi continuano intanto a vivere associazioni, movimenti e comitati. Ci sono i volontari di Servire al Popolo, i ragazzi di CasaPound e tanti cittadini che, pur partendo da idee opposte, dedicano tempo alla partecipazione. È qui che il giornalismo di strada sceglie di fermarsi: non per distribuire patenti ideologiche, ma per osservare il rapporto tra rappresentanza e democrazia.
La questione che considero decisiva non è l’appartenenza, ma il diritto di scelta. Le preferenze chi le vuole? E chi, invece, ritiene normale affidare la composizione del Parlamento alle liste bloccate? È una domanda che riguarda tutti, indipendentemente dal colore politico.
In questi mesi ho ricevuto risposte che fanno riflettere. A una richiesta mi è stato detto: «Non ti posso aiutare.» Un altro interlocutore concluse: «Ti risponderò.» Quella risposta non è mai arrivata. Eppure, proprio quando molti parlavano di semplice propaganda, io ho preferito attendere i fatti, difendendo il principio che nessuno debba essere giudicato prima delle prove.
Qualcuno scherzava sul trovare un posto nel listino. Io rispondevo che la mia preoccupazione era un’altra: trovare un parcheggio. Il contrassegno H è stato rinnovato fino al 2031; spero semplicemente di arrivarci. L’ironia serve anche a ricordare che la vita reale è diversa dai palazzi della politica.
Il giornalismo di strada non vive di tifoserie. Continua a porre domande, a raccontare i territori e a credere che una democrazia sia più forte quando i cittadini possono scegliere direttamente chi li rappresenta. Forse è proprio qui la differenza che Gaber aveva intuito: il problema non è stabilire chi sia di destra o di sinistra, ma evitare che le appartenenze sostituiscano il pensiero.
FUORITEMPO
«Non siamo più il popolo con la bocca aperta sotto un palco, disposto a comprare il fumo delle promesse. Il fumo, purtroppo, oggi si vende davvero nelle piazze dello spaccio, mentre il disagio cresce nei vicoli delle nostre città. Eppure continuiamo a discutere di voti, di schieramenti e di liste, dimenticando troppo spesso le persone. Venite nei vicoli, ascoltate la vita reale prima di chiedere consenso. Io continuo a farlo. Sono stanco, il caldo pesa e la salute reclama attenzione, ma non sono arreso. E, soprattutto, non darò a nessuno la soddisfazione di vedermi rinunciare. C’è ancora troppo da raccontare e troppo da servire.»
Prof. Ciro Scognamiglio
Giornalista di Strada – CS99

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