COSTUMI DELL’APPARTENENZA
La città che fa cultura
Un libro consegnato vale più di una fotografia
di Prof. Ciro Scognamiglio – Giornalista di Strada – 15 luglio 2026
Lontani La Traversata
NAPOLI – Il giornalismo di strada non vive di presenze, ma di fatti. Le fotografie documentano gli incontri, ma sono i gesti a raccontarne il significato. Per questo ritengo giusto spiegare il senso di questa immagine.
Il giorno della presentazione del libro Voto alle Donne di Mario Avagliano, presso l’Associazione Sud, non ero presente. Un impegno già assunto nel vicolo, luogo dal quale da anni osserviamo e raccontiamo la città, mi impediva di partecipare. Chiesi allora a Pasquale Caputo di rappresentare anche il nostro giornalismo di strada.
Pasquale Caputo, cinquantacinque anni, è l’autore di Maltrattati dalla Giustizia, un libro nato dall’esperienza personale e dalla volontà di aprire una riflessione sul rapporto tra giustizia, dignità e diritti. Ho creduto in questo lavoro fin dal primo momento e sono stato il primo a presentarlo pubblicamente alla città nel Giardino Autoriale di Pianura, convinto che ogni libro debba essere giudicato per ciò che racconta e non per il nome di chi lo firma.
Successivamente ho ritenuto naturale far giungere una copia del volume ad Antonio Bassolino, con il quale esiste una conoscenza costruita negli anni della vita pubblica napoletana. Non era una richiesta di favore, né la ricerca di una prefazione. Era semplicemente l’invito a leggere un libro che affronta un tema delicato e che merita attenzione.
La fotografia pubblicata racconta proprio quel momento: Pasquale Caputo consegna il suo libro ad Antonio Bassolino. Nessuna passerella, nessuna appartenenza da rivendicare, nessuna ricerca di visibilità. Soltanto un autore che affida il proprio lavoro a un lettore autorevole, nella speranza che quelle pagine possano suscitare una riflessione.
Da questo gesto nasce una domanda semplice, pubblica e rispettosa: Antonio, hai letto Maltrattati dalla Giustizia? Qual è il tuo giudizio? Non chiediamo un elogio. Chiediamo una recensione libera, anche critica, perché il confronto delle idee è il primo dovere della cultura e il dialogo resta uno dei fondamenti della democrazia.
Noi apparteniamo alla scuola del vicolo. Non inseguiamo fotografie da esibire né presenze da certificare. Preferiamo costruire occasioni di confronto, convinti che un libro consegnato con sincerità valga più di molte immagini destinate a essere dimenticate. È questo il nostro Costume dell’Appartenenza: appartenere alle persone prima che agli schieramenti, alle idee prima che alle bandiere, alla cultura prima che al consenso.
FUORITEMPO – Da oggi quel libro non appartiene più soltanto al suo autore. Appartiene anche alla città, perché è stato consegnato pubblicamente e pubblica è la domanda che lo accompagna. Attenderemo con serenità una risposta, se vorrà arrivare. Non esistono obblighi di replica, ma quando un libro entra nello spazio pubblico anche il tempo dell’attesa diventa parte della sua storia. Se Antonio Bassolino vorrà condividere il proprio pensiero, Lontani La Traversata gli offrirà con piacere lo stesso spazio con cui oggi racconta questa consegna. Se invece sceglierà il silenzio, anche quel silenzio sarà una risposta che la città saprà leggere con rispetto. Perché noi, prima di essere osservatori della politica, siamo uomini della strada. Compagni del pane, non delle bandiere. Il pane si divide, la parola si ascolta e i libri continuano a vivere soltanto quando qualcuno decide di leggerli.


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