COSTUMI
Lontani La Traversata
POLITICA DI CAINO E ABELE
Campo Largo e fuoco amico: la sfida è convincere i cittadini, non dividere la stessa casa
12 luglio 2026
di Prof. Ciro Scognamiglio
Giornalista di Strada
con i Redattori ViAnSa99 – Lontani La Traversata
NAPOLI – Piazza del Gesù, 8 luglio 2026.
L’appuntamento era stato presentato come il primo passo di un percorso comune. Lo slogan scelto dagli organizzatori, “Al lavoro per cambiare l’Italia”, sintetizzava la volontà del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra di rilanciare, proprio da Napoli, il progetto politico del cosiddetto Campo Largo.
La risposta della città non è mancata.
Piazza del Gesù si è riempita di cittadini, militanti, giovani, famiglie e curiosi. Ai banchetti si distribuivano bandiere del Movimento 5 Stelle, si discuteva di partecipazione e di futuro, mentre dal palco si alternavano gli interventi dei rappresentanti politici.
Una piazza viva è sempre una buona notizia.
Per la democrazia ogni cittadino che decide di esserci rappresenta un valore.
Il cronista, però, ha il dovere di osservare anche ciò che resta fuori dall’inquadratura principale.
Quel pomeriggio non ero sul palco.
Mi trovavo in via Monteoliveto, seduto nella mia Clio rossa, con il contrassegno “H” sul parabrezza e la macchina fotografica pronta a raccontare ciò che accadeva. Guardavo arrivare le persone, fotografavo i loro volti, ascoltavo le conversazioni e cercavo, come sempre, di comprendere prima di scrivere.
Perché il giornalismo di strada non rincorre gli applausi.
Raccoglie i fatti.
Ed è proprio dai fatti che emerge una riflessione.
Mentre dal palco si parlava di unità e di un nuovo percorso condiviso, nelle vicinanze della manifestazione prendevano forma contestazioni e momenti di tensione tra esponenti di Potere al Popolo e partecipanti all’iniziativa, con il successivo intervento delle forze dell’ordine.
Una scena che non può essere liquidata come una semplice nota di cronaca.
È il segnale di una frattura politica che attraversa aree accomunate da una storia, da valori e da riferimenti culturali spesso simili.
Da qui nasce una domanda che va oltre la manifestazione napoletana.
Quanto è realmente largo il Campo Largo?
Un’alleanza non si misura soltanto dalla presenza di più simboli sullo stesso palco.
Si misura soprattutto dalla capacità di convivere con il dissenso senza trasformarlo in conflitto permanente.
È qui che riaffiora un ricordo personale.
Una frase ascoltata tempo fa e mai dimenticata.
«Non ti posso aiutare.»
Eppure, aiutare era possibile.
Sarebbe bastato leggere le carte.
Sarebbe bastato affrontare i problemi con trasparenza.
Sarebbe bastato rispondere quando le domande venivano poste.
Poi arrivò un’altra promessa.
«Ti risponderò.»
Quella risposta è ancora attesa.
Non per un interesse personale.
Per rispetto verso un principio fondamentale della democrazia: chi esercita responsabilità pubbliche deve rendere conto ai cittadini.
Il sottoscritto non nasconde la propria formazione culturale.
Proviene da una tradizione di sinistra movimentista e antifascista maturata nelle piazze, nelle associazioni e nell’impegno civile.
Ma il giornalismo impone una regola ancora più rigorosa.
La fedeltà ai fatti.
Nessuno paga queste righe.
Nessuno suggerisce cosa scrivere.
Ed è proprio questa libertà che consente di osservare anche le contraddizioni dell’area politica alla quale, per storia personale, ci si sente più vicini.
La memoria dei soprusi subiti merita rispetto.
Non può però trasformarsi in una giustificazione permanente.
Oggi la politica italiana è chiamata a misurarsi con una crescente distanza tra cittadini e istituzioni, aggravata da una legge elettorale che molti ritengono incapace di favorire una piena partecipazione democratica.
Se a questa distanza si aggiunge anche il fuoco amico, il rischio diventa ancora più evidente.
Prima di convincere gli elettori occorre convincere chi appartiene alla stessa comunità politica a non trasformare il confronto in una guerra tra fratelli.
È l’antica immagine di Caino e Abele.
Figli della stessa casa.
Divisi fino allo scontro.
Le piazze possono riempirsi in poche ore.
La credibilità, invece, richiede anni.
Ed è soltanto la credibilità che può riportare i cittadini verso la partecipazione e il voto.
FUORITEMPO
“Le coalizioni nascono quando le idee camminano insieme. Cominciano a morire quando i fratelli spendono più energie a combattersi tra loro che ad ascoltare i cittadini.”
Prof. Ciro Scognamiglio
Giornalista di Strada
CIROSCO99 – Redattori ViAnSa99 – Lontani La Traversata
ABSTRACT
Politica di Caino e Abele racconta la manifestazione dell’8 luglio 2026 in Piazza del Gesù attraverso lo sguardo di un giornalista di strada. Accanto all’entusiasmo di una piazza che rilancia il progetto del Campo Largo, emergono le tensioni con Potere al Popolo e una domanda di fondo: quanto può essere credibile un’alleanza se il confronto interno si trasforma in fuoco amico? Il reportage propone una riflessione sul rapporto tra partecipazione, onestà intellettuale e responsabilità politica, ricordando che la fiducia dei cittadini non si conquista con gli slogan, ma con i fatti.

Lascia un commento