Editoriale del Decumano Minore -: 02 giugno 2026 :-
Per qualche giorno giornali e social si sono divertiti a raccogliere gli strafalcioni della Maturità 2026.
Qualcuno ha sorriso. Qualcun altro ha ironizzato. Altri ancora hanno sentenziato che “i giovani non studiano più”.
Noi scegliamo un’altra strada.
La vera notizia non è l’errore di uno studente. Gli errori esistono da quando esiste la scuola e continueranno ad esistere. La vera notizia è che, per la prima volta, una generazione ha affrontato la Maturità vivendo quotidianamente accanto all’Intelligenza Artificiale.
È un fatto storico.
Non un’opinione.
Oggi un ragazzo può interrogare un algoritmo che, in pochi secondi, consulta una quantità di informazioni che nessun essere umano potrebbe leggere nell’arco di una vita.
Allora la domanda non è più:
“Lo studente conosce la risposta?”
La domanda diventa:
“Lo studente sa formulare la domanda giusta?”
Per secoli abbiamo costruito biblioteche.
Poi enciclopedie.
Poi motori di ricerca.
Oggi dialoghiamo con sistemi capaci di mettere in relazione milioni di testi.
Non possiamo continuare a fare scuola come se nulla fosse accaduto.
S V I L U P P A T E.
È questo il verbo che consegniamo alla scuola italiana.
Sviluppate il pensiero critico.
Sviluppate la capacità di verificare le fonti.
Sviluppate il dubbio.
Sviluppate il confronto.
Sviluppate la creatività.
Sviluppate l’etica della conoscenza.
Perché l’Intelligenza Artificiale potrà ricordare tutto.
Ma non potrà assumersi la responsabilità morale di una scelta.
Quella appartiene ancora all’uomo.
Per questo, da settembre, chiediamo alle scuole italiane una nuova stagione di progettazione didattica.
Non contro l’Intelligenza Artificiale.
Con l’Intelligenza Artificiale.
Chiediamo laboratori dedicati all’uso consapevole degli algoritmi.
Chiediamo educazione alla verifica delle fonti.
Chiediamo che ogni studente impari a distinguere un fatto da un’opinione, una ricerca da una propaganda, una prova da una convinzione.
L’algoritmo può suggerire.
L’uomo deve decidere.
La scuola non può più limitarsi a trasmettere nozioni.
Deve insegnare a scegliere.
È questa la rivoluzione culturale che la Maturità 2026 ci consegna.
Gli strafalcioni passeranno.
La trasformazione della conoscenza resterà.
Noi non abbiamo paura del futuro.
Abbiamo paura soltanto di una scuola che continui a spiegare il mondo di ieri ai cittadini di domani.
Da settembre ricominciamo da qui.
Non chiediamo programmi più lunghi.
Chiediamo programmi più profondi.
Perché il futuro non aspetta chi lo osserva.
Premia chi lo comprende.
Giovani ricercatori della redazione ViAnSa99.
Su incarico : Ciro Scognamiglio – CS99
Direttore – Lontani La Traversata

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