COSTUMI
DOMENICA DEL DECUMANO
30 giugno 2026
LA STRADA NON PUÒ DIVENTARE UN PALCOSCENICO DELLA PAURA
Fotografia dal telefono del popolo – Pittografata dallo scrivente DPF CS99.
Ci sono fotografie che non nascono per vincere un concorso. Nascono perché qualcuno, invece di voltarsi dall’altra parte, decide di documentare ciò che vede.
Questa è una di quelle.
Non sappiamo cosa si siano detti quei due uomini. Non sappiamo se fosse una messinscena, una minaccia, una resa dei conti o l’epilogo di una rissa. Sappiamo però ciò che vede qualunque cittadino: una persona incappucciata che cammina in mezzo alla gente con un’arma lunga in mano.
Ed è già abbastanza.
Le cronache riferiscono che tra i Quartieri Spagnoli e Montesanto si è sviluppata una violenta rissa culminata con spari, mentre i video ripresi dai cittadini mostrano anche un giovane armato di un’arma da guerra che attraversa la piazza. La Squadra Mobile ha acquisito le immagini e sono in corso le indagini; nelle ore successive sono stati effettuati controlli e fermi. Il Sindaco Gaetano Manfredi ha definito l’accaduto “inaccettabile”, chiedendo che queste bande vengano rese rapidamente inoffensive.
Da giornalista di strada mi pongo una domanda semplice.
Quanto tempo deve ancora passare prima che la città reagisca con tutta la forza dello Stato?
Immaginate quella piazza piena di persone.
Immaginate una madre con un passeggino.
Un anziano con il bastone.
Un cittadino claudicante che non può correre.
Un turista che ha scelto Napoli per la sua bellezza.
Basta un attimo perché il destino cambi il corso di una vita.
Non servono allarmismi.
Serve presenza.
Serve controllo.
Serve una pulizia costante del territorio, non soltanto dopo l’emergenza ma prima che l’emergenza esploda.
Napoli è infinitamente più grande della sua criminalità.
È la città dell’arte, dell’università, del lavoro, dell’accoglienza, della cultura popolare.
Proprio per questo non può permettere che poche decine di delinquenti sequestrino l’immagine di milioni di cittadini onesti.
La mia fotografia non vuole alimentare paura.
Vuole ricordare che il popolo osserva.
Il popolo documenta.
Il popolo chiede risposte.
Chi amministra continui a investire nella sicurezza, nella prevenzione, nella presenza dello Stato nei quartieri e nelle opportunità per i giovani. La repressione è indispensabile contro chi usa la violenza, ma da sola non basta: una grande città si difende anche costruendo futuro.
Chiudo così questo primo semestre del 2026.
Non con una fotografia da cartolina.
Ma con una fotografia di strada.
Perché è dalla strada che un cronista ascolta il battito del popolo.
Ciro Scognamiglio
Giornalista – DPF CS99
Fuoritempo
Le città non si salvano quando imparano a nascondere le fotografie. Si salvano quando quelle fotografie non hanno più motivo di essere scattate.

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