LETTERA APERTA AL SINDACO
Caro Sindaco,
Napoli – Bagnoli, terra dei Ciclopi.
26 giugno 2026.
Ieri, ottant’anni fa, gli italiani scelsero la Repubblica. In quel giuramento civile promettemmo di essere una comunità fondata sulla democrazia, sulla trasparenza e sulla responsabilità delle istituzioni verso i cittadini.
È con quello stesso spirito che Le scrivo oggi.
Non per alimentare polemiche, ma perché le domande dei cittadini meritano risposte fondate sugli atti. La fiducia non nasce dalle contrapposizioni: nasce quando le istituzioni rendono accessibili le carte e consentono a tutti di comprenderle.
le nostre bandiere sventolano sulle case e sulle istituzioni. Lo fanno perché crediamo nella democrazia, nella Costituzione e nella responsabilità pubblica. Proprio per questo, per non fare di tutta l’erba un fascio, credo sia giusto che le carte parlino prima delle opinioni.
Non scrivo da tecnico, ma da giornalista e da cittadino dell’area flegrea.
Se esiste anche solo il dubbio che determinate lavorazioni possano determinare una diffusione di inquinanti, quel dubbio deve essere affrontato con documenti pubblici, dati verificabili e spiegazioni comprensibili.
Le chiedo, quindi, di rendere facilmente accessibili ai cittadini:
- il cronoprogramma del dragaggio e del successivo capping;
- le prescrizioni ambientali autorizzative;
- i protocolli operativi adottati durante i lavori;
- i monitoraggi aggiornati di aria, acqua e sedimenti;
- i controlli effettuati dagli enti competenti;
- le motivazioni tecniche di eventuali modifiche rispetto al progetto originario.
Non è una richiesta contro qualcuno.
È una richiesta a favore della trasparenza.
Io appartengo a quest’area da una vita. Se il mare dei Campi Flegrei dovesse subire conseguenze ambientali, ne sarei coinvolto anch’io, insieme a migliaia di cittadini.
Forse Lei non frequenta quotidianamente questi lidi come noi. Noi, invece, li viviamo ogni giorno. Per questo sentiamo il dovere di chiedere che ogni scelta sia accompagnata dalla massima chiarezza.
Bagnoli non ha bisogno di tifoserie.
Ha bisogno di istituzioni che mostrino i documenti, di cittadini che li leggano e di un confronto fondato sui fatti.
Solo così la fiducia diventa patrimonio comune.
Ciro Scognamiglio – CS99
Giornalista

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