25 giugno 1946 – 25 giugno 2026
Ottant’anni di Repubblica: una penisola in mezzo al mondo che ancora non sa quanto vale
Il 25 giugno 1946 si riunì per la prima volta l’Assemblea Costituente a Montecitorio: da lì cominciò il lavoro che avrebbe dato all’Italia la Costituzione repubblicana.
Da allora ad oggi abbiamo avuto 68 governi repubblicani: dal De Gasperi II al Governo Meloni, in carica dal 22 ottobre 2022.
E allora la domanda vera è questa: in ottant’anni abbiamo costruito una Repubblica o soltanto amministrato emergenze?
L’Italia è una penisola stesa sull’acqua, porta naturale del Mediterraneo, ponte tra Europa, Africa e Oriente. Per posizione geografica, meridiani e paralleli, porti, storia e intelligenza diffusa, avrebbe potuto essere una delle nazioni più strategiche e ricche del mondo. Era Roma, era impero, era civiltà di strade, diritto, mare e città. Poi è diventata spesso periferia di decisioni prese altrove.
Abbiamo industria, arte, scuola, agricoltura, cultura, coste, porti, isole, cervelli. Ma dipendiamo dall’energia, dai mercati, dalle guerre degli altri, dalle rotte commerciali, dalle banche, dalle tecnologie che compriamo e non sempre produciamo. Siamo circondati dall’acqua, ma non abbiamo ancora capito fino in fondo che il mare non è cartolina: è politica, lavoro, sicurezza, futuro.
Ottant’anni dopo, la Repubblica resta una grande promessa. Non fallita, ma incompiuta. Abbiamo realizzato libertà, diritti, scuola pubblica, sanità, democrazia. Ma non abbiamo ancora realizzato pienamente una coscienza nazionale adulta: quella che sa dove si trova nel mondo e non aspetta sempre che qualcuno le indichi la rotta.
Fuoritempo – CS99
Lontani La Traversata

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