LONTANI LA TRAVERSATA – FUORITEMPO
19 giugno 2026

NÉ RESA NÉ LOTTA PRIMA DELLE CARTE
Acqua pubblica: il popolo ha già parlato, ora parlino gli atti

Il Vecchio del Decumano questa volta non vuole sedersi in una curva. Non vuole scegliere una maglia prima ancora di aver letto il risultato scritto sul tabellone della storia. Perché quando si parla di acqua non si parla soltanto di gestione amministrativa: si parla di vita, di futuro, di ciò che consegneremo a chi verrà dopo di noi.

La memoria ci obbliga a tornare indietro. Prima che l’acqua diventasse una grande discussione nazionale c’erano cittadini, associazioni, amministratori e uomini come padre Alex Zanotelli che ricordavano una cosa semplice: l’acqua non nasce come merce, nasce come elemento essenziale dell’esistenza umana.

Poi arrivò il referendum del 2011. Milioni di cittadini entrarono nelle cabine elettorali e diedero un segnale preciso: attenzione, sui beni fondamentali la logica economica non può essere l’unico parametro. Napoli successivamente costruì un percorso particolare con ABC – Acqua Bene Comune, scegliendo il modello dell’azienda speciale.

Oggi siamo davanti a un nuovo passaggio. L’amministrazione sostiene che la trasformazione in società per azioni a capitale pubblico non modifica la natura pubblica dell’acqua. Dall’altra parte movimenti, cittadini e protagonisti di quella stagione sostengono che cambiare lo strumento giuridico significa modificare l’impianto culturale nato da quella battaglia.

Allora la domanda del cittadino non può essere una guerra tra nomi. Non può essere Manfredi contro De Magistris. Non può essere appartenenza contro appartenenza. La domanda deve essere più seria: quali carte abbiamo davanti?

Chiediamo un vero incontro pubblico con gli atti sul tavolo. Non una sfida, ma un confronto. Amministrazione, tecnici, cittadini, comitati e chi ha costruito quella storia si siedano davanti alla città.

Vogliamo leggere la delibera completa: perché questa trasformazione è necessaria? Vogliamo conoscere il piano industriale: quali problemi risolve e quali investimenti garantisce? Vogliamo vedere le garanzie future: cosa impedisce che una scelta dichiarata pubblica oggi possa cambiare natura domani?

Solo dopo potremo usare parole importanti. Solo dopo capiremo se siamo davanti a un tradimento dello spirito referendario o a un adeguamento amministrativo necessario.

Nessuno chieda ai cittadini una firma in bianco. Il popolo si è già espresso e proprio per rispetto di quel voto oggi deve conoscere.

La politica passa. Le amministrazioni passano. Anche le battaglie personali passano.

L’acqua resta.

Prima le carte. Poi il giudizio. E se servirà anche la lotta.

Ma una lotta nata dalla conoscenza, non dal rumore.

Ciro Scognamiglio
Lontani La Traversata – Fotografia Vagabonda
Il Vecchio del Decumano

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