FOTOGRAFIA VAGABONDA – CIROSCO99
QUINTILIANO E IL MIO VICOLO
Quando educare significava formare l’uomo
Napoli – Dal Decumano Minore – 19 GIUGNO 2026 -secondo giorno esami SCRITTI !
Oggi alla Maturità è arrivato Quintiliano, un maestro di duemila anni fa che parlava di musica, parola, armonia e formazione. Qualcuno dirà: cosa può insegnare ancora? Forse tutto. Perché Quintiliano non cercava solo chi sapesse parlare bene, ma un uomo capace di stare nel mondo. Prima della tecnica cercava l’anima, prima del successo l’equilibrio.
Il Vecchio del Vicolo si siede fuori e guarda i ragazzi con il telefono in mano, ma anche con mille domande negli occhi. Guarda una scuola spesso misurata con numeri e voti, dimenticando che dietro ogni banco esiste una storia.
Il vicolo questo lo sapeva già: lì imparavi la voce, il rispetto, il silenzio, il gesto dell’altro. Anche il rumore aveva una musica: il fabbro, il meccanico, la madre alla finestra, il bambino che correva.
Forse Quintiliano passando dal Decumano avrebbe sorriso: avrebbe capito che l’educazione non nasce solo dai libri, ma dagli uomini che incontriamo.
La vera maturità non è un voto su un foglio: è uscire dalla scuola chiedendosi “che uomo sto diventando?” Le tracce finiscono negli archivi, ma un ragazzo educato alla bellezza, alla fatica e al pensiero resta speranza del mondo.
Il Vecchio del Decumano – Fotografia Vagabonda CS99
AFORISMA
Il vicolo era una scuola senza cattedra. Quintiliano l’avrebbe chiamata formazione dell’uomo.
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