FUORITEMPO – FOTOGRAFIA VAGABONDA
MATURITÀ 2026 – LE TRACCE SONO USCITE DAI PLICHI E SONO ENTRATE NEL MONDO
Alle 8.30 si aprono le porte. I ragazzi entrano con la penna, l’ansia e una vita davanti. Alle 9.15 le tracce sono già fuori, corrono nelle piazze digitali. Il Vecchio del Decumano guarda e dice nulla: osserva solo quanto il tempo sia cambiato.
Sette tracce, tre strade.
TIPOLOGIA A – LA MEMORIA E LA PAROLA
Cesare Pavese con Passerò per piazza di Spagna: il futuro, l’attesa, una strada che si apre, il cuore che cerca una voce.
Vitalino Brancati con I piaceri: forse la traccia più antica e più moderna. Se perdiamo i ricordi diventiamo una lastra sottile senza profondità. Il vecchio che conserva la memoria conserva anche la luce per chi verrà dopo.
TIPOLOGIA B – PENSARE IL MONDO
Giuseppe Saragat e la nascita della Repubblica: la democrazia non è solo voto, maggioranza e minoranza. È rapporto tra uomo e uomo. Senza umanità diventa una maschera vuota.
Piero Bianucci e la scienza raccontata: la conoscenza nasce dallo stupore. Le grandi scoperte spesso arrivano perché qualcuno ha avuto il coraggio di guardare diversamente ciò che tutti vedevano uguale.
Frank Furedi e il confine tra generazioni: quando si diventa adulti? Una società che teme la responsabilità rischia di restare eternamente adolescente.
TIPOLOGIA C – L’UOMO DAVANTI ALLA VITA
Wenke Husmann e la meraviglia: possiamo ancora stupirci davanti al cielo, alla natura, alle piccole cose? O abbiamo spiegato tutto perdendo l’incanto?
Mario Calabresi e la fatica: una parola che abbiamo cercato di cancellare, dimenticando che senza dedizione, pazienza e tenacia nessun cammino umano arriva lontano.
Il Vecchio del Decumano oggi non corregge compiti. Sta seduto fuori e guarda una generazione che scrive. Non cerca il tema perfetto. Cerca una cosa più difficile: capire se dentro quelle pagine ci sarà ancora un uomo.
CIROSCO99
Giornalista di strada

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