“FORSE SIETE VOI CHE NON STATE ASCOLTANDO IL SEGNALE”
SONO ANTICO ABBASTANZA PER SAPERE CHE OGNI TEMPO INVENTA IL SUO MODO DI CHIEDERE ASCOLTO
6 7 – La stretta di mano che cambia forma
Fuoritempo – Fotografia Vagabonda – Ciro Scognamiglio
Si chiama “6 7” uno degli ultimi linguaggi simbolici nati tra i giovanissimi della Generazione Alpha: due numeri, un suono, un gesto delle mani diventato virale nelle piazze digitali del mondo. Agli occhi di molti adulti può sembrare soltanto una moda incomprensibile, ma la storia dell’uomo ci insegna che ogni tribù, ogni comunità, ogni generazione ha sempre creato segni per riconoscersi. Ieri era una stretta di mano, un saluto nel vicolo, una parola detta in un gruppo. Oggi può essere anche un gesto nato dentro uno schermo. Il valore non è il simbolo, ma la domanda nascosta: “mi vedi, mi riconosci, sono parte della tua storia?”. Fuoritempo mi porta ancora a leggere i segni del tempo e questi segni si comprendono solo quando smettiamo di chiuderci nella nostra età di appartenenza e guardiamo alla lunga strada dell’uomo. Signori lettori, quell’uomo vestito di bianco è il Papa, un mio coetaneo. Poteva restare nella distanza del ruolo, invece mi ha dato una lezione: anche chi ha vissuto molto può diventare ipovedente davanti ai nuovi alfabeti. Mi ha redarguito con la luce dell’ascolto. Non si è abbassato verso i giovani, si è avvicinato. C’è una grande differenza. Prendiamo atto del nostro buio quando pensiamo che soltanto il nostro linguaggio abbia valore. Questo vale per la scuola, per la famiglia, per chi amministra e per chi rappresenta. Una società che non ascolta i nuovi segnali produce distanza. E quando le persone non si sentono riconosciute scelgono il silenzio. Forse anche il grande popolo dell’astensione è un 6 7 che la politica non ha saputo leggere: una mano alzata che non trova un’altra mano. Attenti gente, prima di giudicare studiamo i segni. I giovani non sono fuori dal mondo: spesso stanno solo parlando una lingua che abbiamo smesso di imparare. L’uomo cambia strumenti, parole e gesti, ma attraversa i secoli cercando sempre la stessa risposta: “qualcuno mi ha capito?”. Anche con due numeri. Anche con una stretta di mano digitale. Anche con un semplice 6 7.

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