Anche un “Folle Lucido” hai saputo raggiungere con la voce.
Cara Eva Cangiani,
avere la tua voce a raccontare il mio libro con il cuore è stato un dono.
Non hai semplicemente letto delle pagine: hai dato respiro a una memoria, hai accompagnato parole nate da una vita vissuta, trasformando l’inchiostro in presenza e il ricordo in emozione.
La voce ha un potere strano: entra dove gli occhi qualche volta si fermano. Tu hai saputo attraversare quelle righe con delicatezza, portando non solo tecnica ma umanità.
Conservare il ricordo della ragazza che sei stata e incontrare la donna che sei oggi è un onore. Perché alcune persone non passano soltanto nella nostra storia: lasciano una traccia.
Auguri Eva.
Dal vecchio scrivano del Decumano, con gratitudine.
Ciro Scognamiglio
Napoli, 7 giugno 2026
Anche un “Folle Lucido” hai saputo raggiungere con la voce.
Cara Eva Cangiani,
avere la tua voce a raccontare il mio libro con il cuore è stato un dono.
Non hai semplicemente letto delle pagine: hai dato respiro a una memoria, hai accompagnato parole nate da una vita vissuta, trasformando l’inchiostro in presenza e il ricordo in emozione.
La voce ha un potere strano: entra dove gli occhi qualche volta si fermano. Tu hai saputo attraversare quelle righe con delicatezza, portando non solo tecnica ma umanità.
Conservare il ricordo della ragazza che sei stata e incontrare la donna che sei oggi è un onore. Perché alcune persone non passano soltanto nella nostra storia: lasciano una traccia.
Auguri Eva.
Dal vecchio scrivano del Decumano, con gratitudine.
Ciro Scognamiglio

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